Mercato azionario, cercare valore al di fuori di Wall Street

Nel 2017 i mercati che hanno segnato utili in forte aumento hanno saputo registrare performance superiori a Wall Street: una tendenza che potrebbe ripetersi quest’anno.

Fra poco meno di due mesi la lunga fase rialzista di Wall Street (la seconda di tutti i tempi) compirà nove anni. Dal minimo post crac Lehman Brothers del 9 marzo 2009, l’indice S&P500 di Wall Street ha registrato un rialzo del +317%: in pratica, chi avesse investito il 9 marzo 2009 10 mila dollari nella borsa americana oggi se ne ritroverebbe 41.700 circa.

Una performance che ha trascinato i listini azionari di tutto il mondo che, tuttavia, nello stesso arco di tempo, hanno inseguito Wall Street senza riuscire nemmeno lontanamente a replicarne il rialzo. Basti pensare infatti che, in valuta locale, l’indice Nikkei 225 di Tokyo è salito del 234%, l’indice MSCI world delle Borse mondiali del +187%, l’Eurostoxx del +134% e il Ftsemib di Piazza Affari del +85%. Ma ora con il rapporto prezzo / utili (p/e) corrente a 21 e quello prospettico (cioè basato sugli utili attesi per i prossimi 12 mesi) a 18,4 che si colloca ben al di sopra della media di lungo periodo (par a 16), sono in molti a chiedersi se valga la pena scommettere ancora con forza sulla borsa americana.

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“Per diversi anni, le azioni statunitensi hanno generato performance superiori rispetto ad un approccio ben diversificato. La conseguenza è stata che anche per gli investitori professionali, è stato difficile rimanere fedeli ad uno stile di investimento diversificato” ammettono gli esperti di Goldman Sachs Asset Management (GSAM), che poi, tuttavia, tengono a specificare: “Vale comunque la pena evidenziare che questa performance è stata inconsueta se confrontata con le performance storiche di Wall Street. Infatti, con la crescita degli utili, che è già diventata un fattore trainante dei rendimenti azionari, il 2017 sembra essere stato il primo anno in controtendenza rispetto al dominio dell’azionario statunitense dal 2012”.

Il riferimento dei professionisti di GSAM è al fatto che le classi di attivi che hanno registrato una forte crescita degli utili dall’inizio del 2017 hanno saputo registrare performance nel corso dell’anno appena concluso, calcolate in dollari, superiori alle azioni internazionali e alle azioni USA large cap che pure hanno mostrato un rialzo del +19,8%: stiamo parlando delle azioni dei mercati emergenti (+32,5%), della azioni europee (+23,5%), delle azioni giapponesi (+23,1%) e delle azioni small cap internazionali (+20,8%).

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“In un momento in cui le valutazioni delle azioni statunitensi sono elevate e il mercato presta particolare attenzione agli utili a livello globale, vediamo valore nella diversificazione in generale, ma con un’attenzione particolare ai Mercati Emergenti e a quelli sviluppati a livello internazionale” puntualizzano gli esperti di GSAM.




FinanciaLounge
17 Gennaio 2018
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