Mercati col fiato sospeso con Jay al posto di Janet

Il 21 marzo è una data cruciale per i mercati, che accarezzano l’idea che il nuovo capo della Fed Jay Powell rinvii il rialzo dei tassi per evitare tensioni. Ma il successore della Yellen sembra più attento all’economia reale.

Da qui al 21 marzo sarà un tormentone. Il mercato cerca di stabilizzarsi dopo le turbolenze di inizio febbraio ma resta appeso alle parole di Jay Powell, al timone della Fed al posto della loquace Janet Yellen. Finora Powell di parole ne ha pronunciate poche, anzi nessuna. E chi lo conosce pensa che le prime da governatore le pronuncerà solo poco dopo le 8 di sera del 21 marzo, appunto, quando terrà la prima conferenza stampa a conclusione della riunione di due giorni del Federal Open Market Committee già in calendario.

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Sono in molti a suggerirgli cosa deve fare, vale a dire astenersi per ora dall’alzare i tassi per evitare altri sconquassi. È un’idea che il mercato sta accarezzando, tanto che le aspettative di un altro quarto di punto tra cinque settimane sono scese al 50% dal 65% di fine gennaio. Powell crede molto alle forze dell’economia reale, a cominciare dagli investitori di private equity, e meno alle possibilità taumaturgiche della Fed, tanto che a settembre del 2012, già nel board della Fed di Bernanke, fu molto scettico sull’opportunità di lanciare una terza ondata di Quantitative Easing.

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Non potendo leggere nel pensiero di Powell, e in attesa di sentire le sue parole il 21 marzo, possiamo rileggerci quello che disse quasi due anni fa, a marzo 2016, quando il mercato usciva dalla seconda correzione in pochi mesi, dopo quella iniziata a fine agosto dell’anno prima. “La nostra missione è tenere bassa l’inflazione e portare l’economia vicina alla piena occupazione. Per farlo abbiamo un solo strumento, muovere i tassi di interesse a breve al rialzo o al ribasso per sostenere al giusto livello l’attività economica. Questo possiamo fare”. Non sembrano le parole di qualcuno particolarmente preoccupato delle oscillazioni di mercato.




FinanciaLounge
13 febbraio 2018
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