Mercati europei ancora appesantiti dalla situazione italiana

Oggi è attesa la nuova risposta della Commissione Europea all’Italia ma in seguito qualsiasi segnale di miglioramento o compromesso sarebbe visto come un elemento positivo per le attività europee.

Oggi la Commissione europea risponderà all’Italia in merito alla nuova proposta di bilancio 2019 nella quale però il governo Lega-5Stelle non ha modificato né le proprie previsioni di deficit di bilancio al 2,4% né quelle sulla crescita attesa all’1,5% per il 2019.
Secondo le ultime indiscrezioni la Commissione dovrebbe avviare la sua ‘excessive deficit procedure’ (cioè la procedura di infrazione per deficit eccessivo). Se ciò accadesse è probabile che i mercati reagiscano con un ulteriore allungamento dello spread (differenziale di rendimento tra i titoli di stato della Germania e i nostri): già nella giornata di ieri si è assistito ad un balzo fino a 335 punti base per poi chiudere a 326 con il BTP a 10 anni che rende il 3,61%.

LA POLITICA ITALIANA INFLUENZA GLI ASSET EUROPEI

D’alta parte è sempre piuttosto evidente come l’evoluzione della situazione politica italiana condizioni sia gli asset finanziari italiani che quelli dell’area euro e europei. Dal 15 maggio, quando circolò una bozza del programma (i cui contenuti sono stati immediatamente smentiti e, comunque, non inclusi nel contratto definitivo) del potenziale governo Lega – 5Stelle, le ripercussioni sui mercati finanziari europei sono state significative e particolarmente severe per gli asset italiani. L’indice Ftse Mib di Piazza Affari ha lasciato sul parterre il 24%, i titoli di stato del nostro paese sono scesi in media dell’8% e lo spread tra il BTP decennale e l’omologo bund tedesco ha continuato a stazionare stabilmente in area 300 punti base, livelli che non testava dal 2013.

SEGNALI NEGATIVI DAL BTP ITALIA

Ma a prescindere dalla reazione dei mercati, che pure avranno un suo peso specifico nel braccio di ferro Italia–Ue, nel governo Lega–5Stelle non dovrebbe passare inosservato il risultato del Btp Italia, il titolo del Tesoro che lega il proprio rendimento al carovita italiano. Infatti dopo i primi due giorni le adesioni sono state piuttosto deludenti. Infatti, ai 481 milioni di euro di sottoscrizioni di lunedì si sono aggiunti ieri ordini per 241 milioni per un totale di 722 milioni, in netta contrazione rispetto al bilancio del secondo giorno nell’emissione di maggio quando gli ordini avevano già superato quota 3,7 miliardi.

CHI SOTTOSCRIVERÀ I TITOLI DEL DEBITO

Un risultato che certifica non soltanto il disinteresse verso i nostro debito pubblico da parte degli investitori esteri ma anche da parte dei piccoli risparmiatori italiani. Chi sottoscriverà le prossime emissioni che dovranno finanziare gli ambiziosi piani del governo?

POSSIBILE UNA ACCORDO TRA LE PARTI

“E’ comunque probabile che entrambe le parti facciano delle concessioni per evitare una situazione di stallo totale, anche se non necessariamente sulle cifre che il vice premier e leader della Lega Salvini ha bisogno di mostrare ai propri sostenitori” dichiara Esty Dwek, Senior Market Strategist, Natixis Investment Managers. In ogni caso, non sarà un risultato immediato e quindi ci aspettano ancora flussi di news e di relativa alta volatilità nei giorni e nelle settimane a venire.

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TIMORI PER LA CRESCITA DELL’ITALIA

E’ pertanto facile immaginare che i mercati europei continueranno ad rimanere ostaggio di questo snervante braccio di ferro. Il problema, sottolinea Esty Dwek, è che si sta configurando un mix potenzialmente molto negativo in cui si combinano le preoccupazioni per la crescita italiana, che ha mostrato un andamento piatto nel terzo trimestre, e i timori per l’andamento dell’economia il prossimo anno, anche a causa del potenziale impatto del rallentamento della crescita dell’Eurozona sugli utili europei del prossimo anno.

SPREAD E VOLATILITÀ RESTERANNO ELEVATI

“Riteniamo che gli attuali elevati livelli degli spread italiani siano destinati a restare tali sulla scia dei timori sui livelli di indebitamento dell’Italia. Al contempo, l’euro resta schiacciato dal doppio vento contrario delle turbolenze dei negoziati sulla Brexit e della situazione italiana” specifica Esty Dwek, per il quale, a questo punto, le attività europee per i 2019 potrebbero beneficiare di qualsiasi segnale di miglioramento o compromesso.

omersukrugoksu / iStock / Getty Images Plus


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