L’industria del Risparmio – 08 aprile 2013

Dopo un lungo braccio di ferro tra i falchi europei più intransigenti e le autorità di Nicosia, sono stati resi noti i dettagli adottati dal parlamento cipriota sui depositi bancari della Bank of Cyprus.

Le somme in giacenza al di sopra dei 100 mila euro subiranno un prelievo forzoso del 37,5%. Non solo. Il 22,5% dei depositi non maturerà interessi e il restante 40% pur maturando interessi non li renderà disponibili ai titolari del conto finchè l’istituto di credito non tornerà ad avere un bilancio positivo. Una sforbiciata pesante, sopportabile forse solo pensando che andrà a colpire soprattutto i cittadini esteri che avevano scelto le banche cipriote per il loro sistema fiscale meno oneroso. In ogni caso, il faticoso accordo è il frutto di una lunga negoziazione tra il Governo di Cipro, che ha deciso di restare nell’euro, e le autorità UE che hanno promesso 10 miliardi di euro per il salvataggio dell’isola.

Secondo gli esperti, tuttavia, i problemi non sono affatto risolti. Pur assumendo che il sistema bancario sia stato messo in (parziale) sicurezza, cosa peraltro ancora tutta di dimostrare, ci sono almeno altri due punti critici sul tappeto: la bolla immobiliare e una sopravvalutazione di prezzi. La imponente bolla immobiliare, che per diversi osservatori ha assunto proporzioni superiori persino a quelle di Spagna e Irlanda, rischia di deflagrare. Se lo facesse ci sarebbero altri forti contraccolpi sul già fragile sistema bancario. I prezzi e i costi, invece, hanno registrato incrementi molto superiori a qualsiasi altro paese della zona UE compromettendo la competitività di Cipro.

Per queste ragioni, alcuni esperti finanziari ipotizzano una possibile prossima uscita dalla moneta unica con il ritorno alla sterlina cipriota. L’ipotesi, tutta da verificare da parte delle autorità di Nicosia, si basa sull’esperienza islandese rispetto alla quale Cipro avrebbe qualche vantaggio in più. A cominciare dai benefici derivanti dalla conseguente ipersvalutazione valutaria che consentirebbe immediatamente di rendere estremamente attrattiva l’isola per i turisti.




FinanciaLounge
9 Aprile 2013
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