L’esposizione netta in Borsa

Le grandi case d’investimento di respiro internazionale sono caratterizzate dal disporre di robusti team specializzati nell’analisi indipendente dei mercati finanziari. Grazie al fatto che questi specialisti siano interni, le loro analisi e ricerche di mercato non subiscono alcun conflitto di interessi e sono finalizzate soltanto ad individuare le società migliori e sottovalutate quotate in Borsa.

Le ricerche che vengono condotte sui singoli titoli azionari, tuttavia, sono quasi sempre di tipo bidirezionale, ovverosia le conclusioni degli analisti contemplano sia raccomandazioni di acquisto che di vendita. Non solo. Molto spesso, i team azionari degli asset manager hanno potuto constatare che le raccomandazioni di vendita sui titoli si sono rivelate più forti ed efficaci.

Da qui il ricorso, sempre più frequente, ad utilizzare non solo la cosiddetta parte long del portafoglio (cioè quella in cui gli investimenti sottostanti sono collegati positivamente con l’andamento in Borsa dei titoli) ma anche di quella denominata corta (ovvero, l’insieme dei titoli sui quali il team di gestione scommette su un potenziale ribasso delle quotazioni).

Questa strategia, che in gergo tecnico si chiama long short equity, offre due importanti vantaggi. Il primo è quello di poter disporre di due fonti di alpha di rendimento: quella relativo alla parte lunga del portafoglio (tipica di tutti i fondi azionari a gestione attiva) e quella inerente alla parte corta (che invece molto spesso non è sfruttata, o lo è molto poco, dai gestori tradizionali azionari).

Il secondo plus dell’approccio long short equity è quello di poter modulare l’esposizione netta alla Borsa nel corso del tempo in modo da adeguarla al trend dei mercati al fine di ridurre i rischi complessivi. Infatti se un gestore che adotta una strategia long short equity è esposto, per esempio, al 60% nella parte lunga e per il 40% in quella corta, l’esposizione netta del suo portafoglio al mercato azionario è limitata al 20%.

Proprio questa facoltà consente agli specialisti dell’approccio long short equity di ottimizzare il profilo di rischio del proprio fondo in funzione sia delle opportunità presenti sui listini ma anche soppesando il trend di fondo dei mercati.




FinanciaLounge
14 Maggio 2013
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