Le banche centrali per un’economia globale

Le istituzioni europee stanno adottando le misure necessarie a garantire una soluzione positiva della crisi del debito sovrano dell’Area Euro. In particolare, nel corso della riunione del Consiglio Europeo di fine giugno, è stato definito un processo di convergenza verso l’Unione Bancaria europea che prevede l’istituzione di un supervisore bancario europeo in capo alla BCE.

Subordinatamente all’implementazione di tale decisione, i fondi dell’ESM potranno essere utilizzati anche per la ricapitalizzazione diretta delle banche, senza incidere quindi sul debito pubblico del paese interessato. Inoltre è stato raggiunto l’accordo per l’utilizzo del fondo salva-Stati in operazioni di acquisto di titoli di Stato dei paesi maggiormente sotto pressione, anche sul mercato primario.

La decisione ricopre un ruolo complementare al piano recentemente annunciato dalla BCE: a) l’ESM sottoscriverà titoli pubblici in emissione e provvederà pertanto a finanziare direttamente i paesi richiedenti aiuto; b) la BCE dovrebbe invece porre in essere operazioni di acquisto di titoli di Stato europei con vita residua non superiore a tre anni sul mercato secondario, subordinate alla richiesta di sostegno finanziario all’ESM e alla firma di un Memorandum di Intenti da parte del paese interessato.

L’attivismo della BCE dovrebbe favorire il ridimensionamento delle significative divergenze nella media dei tassi sui prestiti per il settore privato non finanziario. Questa azione dovrebbe ripristinare il canale di trasmissione della politica monetaria e fornire un supporto indiretto all’economia reale. L’attenuarsi del rischio di “disgregazione” dell’euro dovrebbe assorbire parte dell’incertezza che oggi frena investimenti e consumi a livello globale, favorendo la congiuntura mondiale.

Nell’ultima riunione la Federal Reserve ha adottato nuove misure di politica monetaria non convenzionale e ha dichiarato che manterrà il tasso ufficiale su livelli bassi almeno fino alla metà del 2015. Anche la Banca Centrale giapponese ha recentemente deciso di incrementare gli acquisti di attività finanziarie al fine di fornire un sostegno indiretto all’economia. Infine, i paesi emergenti: il rallentamento economico che stanno vivendo potrebbe essere controbilanciato da azioni di politica economica espansiva che limitino i rischi di un “atterraggio duro” delle rispettive economie.




FinanciaLounge
16 Ottobre 2012
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