L’Alleanza del Pacifico guarda lontano

Raggiungere un’area di libero scambio dove persone, merci e capitali si possano muovere liberamente. È questo l’obiettivo della “Alleanza del Pacifico”, cioè l’accordo commerciale, che ha appena compiuto un anno, tra Messico, Cile, Perù e Colombia.

E, considerando che il primo bilancio parla di libera circolazione dei beni e servizi tra i paesi firmatari per circa il 90%, si può affermare che si tratta di un grande successo. Non a caso alla Alleanza del Pacifico guardano interessati anche molti altri Paesi: dall’Australia al Giappone, dalla Nuova Zelanda al Canada, dalla Costa Rica all’Uruguay e al Guatemala.

D’altra parte l’accordo si pone l’obiettivo di incrementare ulteriormente un tasso di crescita del PIL che ha già un ritmo superiore alla media mondiale e alla media dell’area geografica circostante; nel 2012, per esempio, il Messico ha messo a segno un aumento del prodotto interno lordo del 3,9%, il Perù del 6,2%, la Colombia del 4% e il Cile del 5,6%. Tassi di crescita sostenuti che dovrebbero essere confermati anche per quest’anno (con una media del 4%) e per il prossimo (media del 4,5%).

Gli analisti però guadano con attenzione anche agli impatti positivi che l’Alleanza del Pacifico potrà far ricadere sul Messico che, dopo un decennio nel corso del quale ha subito la concorrenza e l’esuberanza del Brasile (soprattutto per le esportazioni negli Stati Uniti), può ora sfruttare le potenzialità di questo nuovo accordo commerciale proprio in un momento in cui il modello economico del Brasile sembra essere entrato in crisi.




FinanciaLounge
22 Agosto 2013
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