Irlanda tra luci e ombre

Nonostante l’ottimo momento dei titoli di Stato italiani che nell’ultimo mese sono riusciti a ridurre drasticamente lo spread verso i titoli governativi di Berlino, i tassi di interesse dei titoli di stato irlandesi sono più contenuti dei nostri.

Quelli a 10 anni, per esempio, non pagano più del 3,90% contro il 4,20% dei Btp decennali italiani mentre i governativi irlandesi a 2 anni offrono un rendimento su base annua dello 0,75%, cioè meno della metà dell’1,68% del Btp scadenza 15.06.2015. Merito anche di alcuni indicatori che sembrerebbero mostrare uno stato di salute meno cagionevole da parte dell’economia di Dublino rispetto a quella di Roma.

Il PIL, per esempio, è a -1,03% su base annua per l’Irlanda e a -2,03% per l’Italia mentre la produzione industriale segna un +3,07% annuo per Dublino e a -2,12% per Roma. I prezzi al consumo non sono aumentati più dello 0,69% negli ultimi 12 mesi in Irlanda a fronte di un +1,23% in Italia. Il rapporto debito/PIL 2012 si è fermato a quota 117 per Dublino mentre ha raggiunto il livello di 127 per Roma. Il deficit di bilancio invece segna un -3,03% per l’Italia e -7,74% per l’Irlanda. Ma quest’ultimo non è il solo dato delle finanze e dell’economia irlandese a preoccupare gli analisti.

Ombre minacciose si addensano anche sul settore immobiliare che, dopo aver registrato una perdita del 50% dal picco dei prezzi del 2007, ha fatto segnare in giugno un +1,2%, il primo rialzo dal 2008. Il problema, tuttavia, resta quello dei mutui in sofferenza che dal 3,3% del terzo trimestre 2009 si è progressivamente incrementato fino al 12,3% di marzo 2013.




FinanciaLounge
20 Agosto 2013
Partner
Top