Idee di investimento – Obbligazioni – 8 luglio 2019

di Redazione

Il contesto resta favorevole alle obbligazioni societarie anche perché il Bund sembra sopravvalutato, mentre il dollaro è destinato ad indebolirsi. Opportunità, selettive, nel debito subordinato e nei coco bond

BUND TEDESCHI SOPRAVVALUTATI

Da fine ottobre 2018 a oggi, il rendimento dei Bund tedeschi decennali si è contratto dallo 0,5% al -0,4%. Questo movimento, secondo l’analisi di Gordon Brown, portfolio manager di Western Asset (affiliata Legg Mason), trova spiegazione con il fatto che i Bund hanno beneficiato dello status di parafulmine per le ansie dei mercati. Il manager, il cui approccio resta fermamente ancorato ai fondamentali macroeconomici che, a cascata, determinano le valutazioni, pur non escludendo che i rendimenti dei governativi di Berlino possano scendere ulteriormente, è convinto che gli attuali tassi dei Bund riflettano troppo pessimismo e non siano in linea con i fattori macro chiave di lungo termine, a cominciare dagli ultimi dati macro economici della zona euro. Per queste ragioni, ed escludendo un’escalation nelle guerre commerciali, e una decisa frenata dell’economia statunitense o cinese nel prossimo semestre, Gordon Brown reputa eccessivo il pessimismo che sostiene il livello dei rendimenti dei titoli dei mercati sviluppati e, all’interno di questo universo, considera i Bund tedeschi i titoli più sopravvalutati. I rendimenti dei governativi di Berlino a 10 anni si attestavano al di sopra del mezzo punto percentuale fino a ottobre dello scorso anno, in un periodo nel quale l’economia tedesca evidenziava segnali di contrazione. “Se la nostra previsione di base che prevede una crescita comunque discreta fosse confermata, i rendimenti dei Bund decennali dovrebbero risalire in territorio positivo con un rendimento almeno pari allo 0,2% raggiunto a fine 2018” conclude Brown nell’articolo Ansia sui mercati? Il rendimento del Bund sconta l’effetto parafulmine.

CONTESTO FAVOREVOLE ALLE OBBLIGAZIONI SOCIETARIE

In ogni caso, Maya Bhandari, gestore di portafoglio multi-asset di Columbia Threadneedle Investments, ritiene che il mix di una politica monetaria accomodante e di una crescita modesta, ma non recessiva, dovrebbe continuare a sostenere le obbligazioni societarie. La manager, come illustra nell’articolo Un equilibrio fragile più adatto alle obbligazioni societarie, resta convinta che il calo dei tassi di attualizzazione potrebbe continuare ad essere sufficiente a controbilanciare la debolezza degli utili o dei flussi di cassa, supportando i prezzi degli attivi di rischio come le azioni: un equilibrio tuttavia piuttosto fragile e, comunque, più adatto alle obbligazioni societarie. D’altra parte, già da fine febbraio Columbia Threadneedle Investments ha implementato nei portafogli multi-asset un orientamento meno favorevole al rischio azionario e più incline ai corporate bond. Una decisione che trova supporto anche tra gli analisti finanziari secondo i quali le aspettative degli utili aziendali sono in continuo calo: attualmente, per esempio, si stima che la crescita dei profitti aziendali globali per il 2019 sia vicina allo zero, mentre nel quarto trimestre 2018 si attestava al 10%.

APPROCCIO CONTRARIAN SUL DOLLARO

Anche il team global fixed income, currency and commodities di J.P. Morgan Asset Management ritiene la situazione attuale, nel complesso, favorevole al mercato obbligazionario. Una convinzione che fa leva sugli ingenti flussi di acquisto, diffusi non soltanto a livello settoriale ma anche regionale, che potrebbero segnalare che stavolta la domanda potrebbe non favorire una valuta a scapito di un’altra. “Nella settimana al 24 giugno, per esempio, i flussi verso i fondi di obbligazioni societarie statunitensi, sia di tipo investment grade che high yield, sono ammontati a 6,2 miliardi di dollari, mentre 2,2 miliardi sono affluiti verso i fondi europei specializzati sul credito e altri 1,8 miliardi verso i prodotti obbligazionari che investono nel debito emergente 1,8 miliardi di dollari” rivela nell’articolo Economia Usa meno brillante? Cosa fare con le obbligazioni il team. Lo stesso team, per il momento, suggerisce di adottare un approccio tattico che, tradotto in pratica, significa mantenere un posizionamento corto sul dollaro statunitense, in modo da conoscere se e quali opportunità si schiuderanno con il primo taglio dei tassi da parte della Fed. Esattamente il contrario della maggioranza degli investitori che mantiene ancora un posizionamento lungo sul biglietto verde: un aspetto che però potrebbe accentuare la debolezza del dollaro nelle settimane che ci separano dalla riunione del 30 e 31 luglio della Fed. Nel frattempo, la divisa di Washington ha risentito dell’ammorbidimento dei toni della Fed e da fine maggio ha registrato una perdita di valore rispetto alle principali valute. “Nelle prossime settimane potremo constatare meglio come reagirà al passaggio a un ciclo di allentamento. In passato la moneta statunitense si è indebolita in vista del primo taglio di un nuovo ciclo, cioè esattamente quello che sta avvenendo da inizio giugno”, fa sapere il team. Il quale, tuttavia, ricorda anche come in passato, la reazione del biglietto verde ai tagli della Federal Reserve sia dipesa dalla risposta della crescita dell’economia.

LA LIQUIDITÀ NON DEVE ESSERE UN PESO

Goldman Sachs AM, dal canto suo, tenendo in considerazione una serie di rischi per individuare le opportunità di rendimento più interessanti, evidenzia che i mercati emergenti sembrano essere ben posizionati per una ripresa e vede positivamente un orientamento strategico verso gli investimenti alternativi. Gli esperti di Goldman Sachs AM evidenziano anche la centralità della distribuzione di cedole e dividendi, che potrebbe contribuire a creare un ulteriore cuscinetto contro la volatilità di breve periodo. Sul fronte valutario, la stabilizzazione dell’economia globale, gli effetti dello stimolo cinese e la situazione di ipervenduto delle valute emergenti suggeriscono a Goldman Sachs AM che il dollaro statunitense potrebbe indebolirsi nella seconda parte dell’anno, mentre la buona performance del credito, livelli di rendimento interessanti e una politica monetaria accomodante potrebbero continuare a sostenere le opportunità sull’obbligazionario. L’analisi di Goldman Sachs AM dedica particolare attenzione alla componente liquidità, che, come si legge nell’articolo Restano opportunità da cogliere, liquidità da non trascurare non deve essere un peso, in quanto deve considerarsi una parte essenziale di una strategia d’investimento”.

DEBITO SUBORDINATO ASSICURATIVO E COCO BOND BANCARI

Infine, Anthony Smouha, gestore delle strategie Credit Opportunities di GAM, si concentra sul debito subordinato delle compagnie assicurative e i CoCo AT1 bancari che hanno registrato risultati particolarmente positivi da inizio 2019. Si tratta di titoli molto interessanti, ma l’esperto di GAM ricorda che si tratta di un singolo e specifico segmento dell’universo del credito, e che le altre obbligazioni legacy precedenti rimangono altrettanto interessanti. Sul lato delle valutazioni, nell’articolo Credito, gli effetti del nuovo “whatever it takes” di Draghi Smouha giudica gli spread dei CoCo bond AT1 delle principali banche “particolarmente attraenti” in quanto si attestano intorno ai 480 punti base di media, garantendo un extra rendimento significativo. Ma anche le nuove emissioni secondo GAM presentano buone opportunità, con l’ultimo CoCo AT1 di Barclays che offre un rendimento prossimo all’8%, equivalente a uno spread di 650 punti base.

chaofann / iStock / Getty Images Plus


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