Idee di investimento – Azioni – 3 dicembre 2018

Sotto diversi punti di vista i mercati azionari emergenti sono quelli che offrono interessanti occasioni di ingresso per gli investitori. Ma un pensierino lo meritano pure le azioni Europa e i FAANG

AZIONI FAVORITE, MA ATTENZIONE AGLI SVILUPPI POLITICI

Con l’estensione del ciclo economico, le prospettive per i mercati finanziari vedono favorite le azioni che dovrebbero continuare a sovraperformare rispetto alla maggior parte delle altre asset class, a meno che le valutazioni non diventino forzate o non si verifichi una contrazione dell’economia. Come argomentato nell’articolo 2019: ciclo economico prolungato, recuperano azioni e obbligazioni emergenti, le ‘momentum-stock’ tendono a una generare una buona performance verso fine ciclo e ciò dovrebbe andare a vantaggio di settori come l’IT o la sanità. Nello scenario di base elaborato da Credit Suisse, recupereranno terreno anche le azioni dei mercati emergenti. L’elemento di disturbo, anche per il 2019, è rappresentato da sviluppi politici imprevisti che già quest’anno hanno avuto conseguenze importanti sui mercati.

MERCATI EMERGENTI, VALUTAZIONI INTERESSANTI

Relativamente ai mercati emergenti, trattandosi di investimenti con profilo di rischio medio alto, la giusta visione deve essere proiettata nel medio termine (almeno tre anni per il debito e almeno cinque per le azioni). In quest’ottica, Kirstie Spence, Gestore di portafoglio – Reddito fisso di Capital Group, reputa che la correzione abbia creato le condizioni per investire nelle asset class dei mercati emergenti sulla scia di valutazioni che rimangono interessanti. L’esperta, tuttavia, preferisce distinguere la ricerca di valore nei mercati emergenti a seconda della tipologia di asset class. In ambito azionario, Kirstie Spence, osserva che l’appeal dei listini in via di sviluppo è aumentato alla luce di parametri di mercato, a cominciare dal rapporto prezzo/utili (p/e) forward (basato sui profitti attesi per i prossimi 12 mesi), più convenienti rispetto ai mercati sviluppati. “Nello specifico, riteniamo che le valutazioni attuali e la forte espansione degli utili suggeriscano la presenza di alcune opportunità nel settore dell’healthcare e in quello dei materiali” specifica nell’articolo Azioni, bond e valute dei mercati emergenti a sconto dopo la correzione l’esperta.

COME DIFENDERE IL PORTAFOGLIO

I mercati emergenti sono segnalati pure da Richard Turnill, Global Chief Investment Strategist di BlackRock nell’articolo USA-Cina, i dazi sono una scusa. Il vero scontro è sul dominio tecnologico. “Vediamo nei titoli azionari di qualità e nei titoli di stato (Treasury) statunitensi a breve scadenza due modi per aumentare le difese all’interno dei portafogli. Cerchiamo anche di identificare le aree del mercato che ora incorporano rischi al ribasso significativi, come le azioni cinesi e di altri mercati emergenti, dove il deprezzamento nel 2018 sembra aver creato un interessante punto d’ingresso per gli investitori a lungo termine” conclude Richard Turnill.

FAANG, IL CONSENSO DEGLI ANALISTI RESTA POSITIVO

Parlando di titoli di qualità ci si interroga se quelli delle tecnologia avanzata, ed in particolare i 5 FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google-Alphabet), possano ancora essere considerati tali alla luce della severa correzione che hanno subito da inizio ottobre. Resta il fatto che, nonostante le forti perdite e le nubi minacciose che continuano ad addensarsi sulle prospettive future del settore della tecnologia, restano tutte positive le previsioni di prezzo per i prossimi 12 mesi in base al consenso medio degli analisti di settore. Come spiegato nell’articolo Il mercato toro dei FAANG è finito? Non per gli analisti il titolo Apple dagli attuali 172 dollari potrebbe arrivare a 233 dollari entro novembre del 2019, il titolo Facebook a 192 dollari (dagli attuali 131 dollari), il titolo Amazon i 2.153 dollari (rispetto i 1.504 dollari correnti), il titolo Netflix i 407 dollari (che si confrontano con i 258 dollari attuali) e Alphabet i 1.358 dollari (rispetto ai 1.024 dollari correnti.

L’ANALISI ESG BEST-IN-CLASS DI CANDRIAM

Sempre in tema di azioni di qualità si segnala l’analisi ESG Best-in-Class di Candriam che vanta un’esperienza pluriennale caratterizzata da un approccio poliedrico ma equilibrato, all’interno del quale vengono considerati diversi fattori di sostenibilità micro e macro (tra i quali, per citarne due dei più rilevanti, i cambiamenti climatici e la fidelizzazione della clientela) che potrebbero incidere sul profilo ESG (ambientale, sociale e di governance) di un’azienda.  “Il modello bricks and clicks ha il potenziale per ridurre l’emissione di carbonio di un’impresa e migliorare l’esperienza di acquisto dei suoi clienti e, per questo, rappresenta, in base alla nostra esperienza, il modello vincente di vendita al dettaglio sostenibile” commenta nell’articolo Bricks and Clicks, il modello vincente (e sostenibile) di vendita al dettaglio Koen Van de Maele, Global Head of Investment Solutions e Membro del Comitato Esecutivo di Candriam. Il cosiddetto ‘bricks and clicks’ citato è un modello di business retail che combina i servizi online con i negozi fisici. Una tendenza che, adottata da alcune aziende, sta fornendo loro un indubbio vantaggio competitivo. Infatti come ha rivelato un recente sondaggio di TimeTrade, oltre il 70% dei consumatori preferirebbe effettuare i propri acquisti presso un negozio o un punto vendita fisico.

TROPPO PESSIMISMO SULL’AZIONARIO EUROPEO

Infine, Steve Frost, co-manager di Legg Mason nell’articolo Alla ricerca delle opportunità del 2019 in Europa, emergenti e M&A parla dell’Europa per osservare che sui mercati c’è “tanto pessimismo, forse troppo”, a differenza di quanto avveniva un anno fa, con i mercati globali ai massimi storici e aspettative verso l’azionario europeo ottimistiche, forse più ottimistiche di quanto fosse opportuno. Ora è subentrato come minimo po’ più di realismo nelle aspettative sugli utili e sui prezzi delle azioni, anche a causa di un certo grado di incertezza da parte degli investitori. Secondo Frost le quattro preoccupazioni presenti a fine 2018 – rialzi della Fed, rallentamento cinese, manovra italiana e Brexit – saranno probabilmente ancora significative all’inizio del nuovo anno.




FinanciaLounge
3 dicembre 2018
Partner
Top