Fiducia dei consumatori al top? Wall Street si prepara al peggio

di Redazione

Non bastava la trade war, in passato quando la fiducia dei consumatori americana si è posizionata sui massimi Wall Street ha registrato performance inferiori alla media storica nei successivi 3, 6, 12 e 24 mesi

Il mercato azionario ha accusato la scorsa settimana due duri colpi in rapida successione. Mercoledì la sensazione che il taglio dei tassi di interesse Usa ampiamente atteso dai mercati potesse essere anche l’ultimo alla luce delle sibilline parole del presidente della Federal Reserve ha spinto gli investitori a vendite cospicue di titoli. Il giorno dopo, l’ennesimo tweet di Trump che di fatto allontanava un possibile accordo con la Cina sulle dispute commerciali, ha fatto sbandare i listini di tutto il mondo con perdite di diversi punti percentuali, da Wall Street all’Asia passando per l’Europa.

UNA SPIA D’ALLARME

Tuttavia, benché si sia trattato di due affondi particolarmente violenti, soprattutto perché inattesi dal mercato, potrebbe essersi accesa un’altra inquietante spia di allarme per Wall Street. Si tratta del sensibile incremento a luglio della fiducia dei consumatori, un indicatore che in passato si è rivelato tutt’altro che rialzista per le performance del mercato statunitense nei mesi successivi. Scopriamo meglio di cosa si tratta.

IL CONFERENCE BOARD CONSUMER CONFIDENCE INDEX (CCI)

Il Conference Board Consumer Confidence Index (Cci) ha riportato all’inizio della scorsa settimana un balzo a 135,7, dai 124,3 di giugno, un aumento molto più sostenuto del previsto. Sembrerebbe un’ottima notizia dal momento che l’economia degli Stati Uniti è fortemente dipendente dalla spesa dei consumatori: in alcuni casi, infatti, la spesa per consumi è arrivata a rappresentare il 68% del Pil.

UN’INDAGINE SULLE CONDIZIONI COMMERCIALI NEGLI STATI UNITI

La Consumer Confidence Survey – dalla quale si ricava il Cci – riflette le condizioni commerciali prevalenti negli Stati Uniti e i probabili sviluppi per i prossimi mesi: si tratta di un rapporto mensile che fornisce dettagli sugli atteggiamenti dei consumatori e le intenzioni di acquisto, con i dati disponibili per età, reddito e regione. Il Consumer Confidence Index (Cci) si è tuttavia dimostrato un indicatore contrarian di mercato: in pratica a fronte di valori elevati l’indice S&P 500 ha registrato performance inferiori alla media storica nei mesi successivi e viceversa quando i valori del Cci si attestano su livelli bassi.

Ricalibrare le aspettative e alleggerire l’azionario

Ricalibrare le aspettative e alleggerire l’azionario

I DATI STORICI IN RELAZIONE ALLE PERFORMANCE DELL’S&P 500

In caso ci fossero dei dubbi, nella tabella che segue, è possibile constatare come dal 1977 a oggi, le letture più alte del Cci (quelle che si sono collocate nel primo decile) abbiano visto performance nettamente inferiori a quelle generate sia dopo letture in linea o poco sopra la media e, soprattutto, alle letture inferiori alla media.

Performance dell’azionario Usa in funzione delle letture del Consumer Confidence Index (Elaborazione a cura di Mark Hulbert)
Performance dell’azionario Usa in funzione delle letture del Consumer Confidence Index (Elaborazione a cura di Mark Hulbert)

MEGLIO ESSERE PRUDENTI

Dal momento che il punto in cui si trova oggi il CCI e al suo massimo livello da quasi due decenni ( l’ultimo livello di ICC è infatti nella fascia di valori che raccoglie il 5% dei valori più alti di sempre), sembrerebbe proprio che una spia d’allarme si sia accesa per Wall Street. Da notare che i precedenti picchi si sono verificate all’inizio del 2000, all’inizio della bolla internet. Come dire che è bene limitare l’entusiasmo che si potrebbe provare sulla scia del recente forte salto di fiducia dei consumatori americani.

jcrosemann / E+


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6 Agosto 2019
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