Debito societario emergente, una potenziale fonte di rendimento di elevata qualità

Oltre il 60% del debito societario dei mercati emergenti ha un rating investment grade con rendimenti molto superiori alla media della zona euro.

La fotografia scattata a fine giugno (e tuttora sostanzialmente ancora valida) rappresenta in modo istantaneo l’attuale contesto del mercato obbligazionario internazionale, caratterizzato da rendimenti schiacciati su minimi storici, nel caso dei titoli di stato dei paesi core, e rendimenti più interessanti (sebbene inferiori alle medie storiche) con riferimento alle obbligazioni societarie, sia investment grade che high yield.

Non deve stupire che anche gli investitori italiani nel primo semestre di quest’anno abbiano disinvestito dai fondi obbligazionari governativi euro (sia a breve che a medio-lungo termine) per sottoscrivere quote di fondi e sicav obbligazionari corporate investment grade, high yield, e paesi emergenti. Proprio quest’ultima scelta merita un approfondimento perché in parallelo al debito sovrano dei paesi in via di sviluppo si sta affermando da qualche tempo anche il relativo debito societario. La crescita economica dei mercati emergenti è stata accompagnata dalla crescita degli investimenti nei titoli dei mercati emergenti. L’aumento della dimensione dei mercati dei capitali e la crescita della domanda degli investitori hanno favorito la crescita del 300% del settore del debito societario dei mercati emergenti negli ultimi dieci anni, al punto che quest’ultimo è diventato una componente fondamentale dell’insieme di opportunità obbligazionarie globali.

“ll debito societario dei mercati emergenti potrebbe offrire agli investitori una fonte di rendimento di qualità elevata rispetto ad altri settori obbligazionari. Inoltre, ha una minore esposizione al rischio legato alla duration (e quindi al rischio di rialzo dei tassi di mercato) rispetto al debito sovrano”, sottolineano gli esperti Goldman Sachs Asset Management (GSAM), che ritengono questa classe di attivi interessante sia per diversificare allocazioni esistenti nel credito societario, sia a completamento di un’esistente esposizione ai titoli di stato dei mercati emergenti.

“Nel medio-lungo termine, riteniamo che le società di queste aree geografiche possano trarre beneficio da una transizione del potenziale economico dai mercati sviluppati verso i Mercati Emergenti”, spiegano i professionisti di GSAM, che fanno inoltre presente un altro aspetto di rilievo: “Oltre il 60% del debito societario dei Mercati Emergenti ha un rating investment grade, dato che potrebbe sembrare sorprendente per chi presuppone che l’investimento in tale settore richieda un compromesso rispetto alla qualità creditizia”.




FinanciaLounge
28 Settembre 2017
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