Via libera a 7,5 miliardi di nuovi dazi sui beni europei. A rischio i prodotti agroalimentari italiani

di Redazione

Lo ha stabilito l’Organizzazione mondiale del commercio come compensazione per gli aiuti illegali concessi al consorzio aeronautico Airbus

Gli Usa potrebbero colpire l’export europeo con 7,5 miliardi di dollari all’anno di dazi. Lo ha stabilito la Wto come compensazione per gli aiuti illegali concessi al consorzio aeronautico Airbus. Ieri l’Organizzazione mondiale per il commercio, infatti, ha assegnato a Washington e Boeing la vittoria in uno dei due capitoli della disputa che li contrappone a Bruxelles e Airbus dal 2014. Il report pubblicato ieri non è stato accolto bene dai mercati, con i principali listini che hanno chiuso in perdita. Il panel arbitrale della Wto ha quantificato in 7,497 miliardi di dollari i danni subiti da Boeing a causa degli aiuti pubblici ottenuti da Airbus. Questi sussidi, erogati sotto forma di prestiti agevolati dai Paesi fondatori del consorzio (Francia, Germania, Regno Unito e Spagna), erano già stati dichiarati illegittimi dalla Wto che aveva chiesto alla Ue di cancellarli, senza successo.

LA GUERRA DEI DAZI

La disputa dei cieli rischia di fomentare tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico. Gli Stati Uniti hanno già imposto dazi su acciaio e alluminio Ue, minacciando di rincarare la dose sulle auto europee, ma Bruxelles promette ritorsioni. Il commissario al Commercio uscente, Cecilia Malmström, ha lanciato un appello per trovare una soluzione. Ma ha anche avvisato che se Washington deciderà di imporre “le contromisure autorizzate dalla Wto, la Ue sarà spinta a fare lo stesso”. Il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, ha assicurato che “gli europei sono pronti a rispondere fermamente”.

A RISCHIO 2 MILIARDI DI EXPORT AGROALIMENTARE ITALIANO

Il settore dell’agroalimentare italiano rischia di pagare un conto altissimo. Nell’ipotesi migliore, cioè in caso di tariffe fissate al 30% del valore, il mancato export per l’Italia sarebbe di 650 milioni. Nello scenario peggiore, con tariffe al 100%, il danno sarebbe di 2 miliardi di euro. A conti fatti si tratterebbe di un dimezzamento dell’export agroalimentare italiano verso gli Usa, quest’anno stimato attorno ai 4,5 miliardi di euro. I settori più colpiti sarebbero quello vinicolo, il lattiero caseario e quello della pasta.

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PREZZI ALLE STELLE

“L’Italia rischia, l’Europa rischia: i mercati globali rallenteranno ancora di più”, commenta il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia. “I dazi non sono mai una buona notizia”. Una bottiglia di Prosecco da 5-6 euro in Italia, nella grande distribuzione degli Stati Uniti può costare l’equivalente in dollari di 15 euro. Se fosse applicato un dazio del 100% il prezzo arriverebbe a 30 euro. Nel caso del Grana padano, pagato oggi 35 euro al chilo negli Usa, con dazi al 30%, il costo lieviterebbe a 45 euro. Il made in Italy ha aumentato l’export verso gli Usa, dal 2012 al 2018, secondo i dati di Federalimentare, del 59,5%.

luchezar / E+ / Getty Images


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3 Ottobre 2019
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