Dazi, Brexit e Fed scaldano l’autunno dei mercati: sarà ripresa?

di Antonio Cardarelli

Dopo i colloqui di Washington un accordo sui dazi sembra essere alla portata. Intanto continuano gli incontri sulla Brexit e la Fed immette nuova liquidità sui mercati

Non è ancora un accordo definitivo, ma Usa e Cina sembrano aver imboccato la strada il cui punto di arrivo dovrebbe essere un’intesa che metta fine alla guerra dei dazi. Almeno stando a quanto affermato da Donald Trump subito dopo la fine del vertice di due giorni a Washington tra le delegazioni delle due super potenze.

SOSTANZIALE ACCORDO CON LA CINA

Un primo fatto è sul tavolo: i dazi dal 25% al 30% su una parte di prodotti cinesi, previsti per questa settimana, non partiranno. Trump ha parlato di “fase uno” conclusa, annunciando al mondo di aver raggiunto un “sostanziale accordo con la Cina”. Come anticipato la scorsa settimana, le Borse – soprattutto quelle europee – non si sono fatte pregare e hanno risposto con robusti rialzi da Francoforte (Dax 2,86%), Milano ( Ftse Mib 1,88%) e Parigi (Cac 40 1,73%).

BORSE POSITIVE MA NON EUFORICHE

Guadagni in parte rientrati in apertura di seduta questa mattina, probabilmente per prese di profitto, ma che non cancellano la schiarita arrivata da Washington, e che potrebbe concretizzarsi con la firma sulla “pace” da apporre a metà novembre in Cile durante l’incontro tra Xi e Trump nel vertice annuale dei Paesi Asia-Pacifico. Anche se, guardando all’Europa e in particolare all’Italia, resta da risolvere la questione relativa ai dazi riparatori accordati dall’Ocse agli Usa dopo la questione Boeing/Airbus. Lo stesso presidente Mattarella, durante la visita negli Usa prevista questa settimana, proverà ad ammorbidire lo scontro.

2019 anno della stabilità valutaria, un’ottima notizia per mercati e investitori

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L’ASIA CI CREDE

L’ottimismo delle Borse europee, ovviamente, è stato confermato venerdì da Wall Street – dove l’S&P 500 è appena due punti sotto i massimi di sempre – e in apertura di settimana sulle Borse asiatiche, con il NIkkei sopra l’uno per cento. La forte schiarita sui dazi rimane la portata principale, ma se al menù si aggiungono anche timidi segnali positivi sulla Brexit e la Federal Reserve ormai tornata accomodante, ecco che sul tavolo potrebbero trovarsi gli elementi per un autunno in ripresa.

Tassi a zero, il “tesoretto” della Federal Reserve

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NUOVI ACQUISTI DALLA FED

Dal prossimo 15 ottobre la banca centrale Usa effettuerà acquisti di titoli sul mercato per 60 miliardi di dollari allo scopo di “riportare il bilancio delle riserve su un livello ampio o comunque pari a quello precedente a settembre 2019”. E la stessa Fed, con grande sollievo di Trump, si prepara a proseguire, almeno a ottobre, sulla strada dei tagli del costo del denaro per contrastare i primi segnali di rallentamento economico.

INDIZI POSITIVI SULLA BREXIT

Infine, sulla Brexit, al cauto ottimismo del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk si è aggiunto l’altrettanto cauta dichiarazione del negoziatore Ue Michel Barnier, che ha descritto come “costruttivi” i negoziati che si sono svolti durante il fine settimana con il premier britannico Boris Johnson. L’obiettivo sembra essere quello di scongiurare una hard Brexit il 31 ottobre.




FinanciaLounge
14 Ottobre 2019
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