Datemi un rifugio per i miei soldi

“Una tempesta sta minacciando la mia vita se non riesco a trovare un rifugio”. Anche se sono state scritte nel 1969 dai Rolling Stones nella canzone Gimme Shelter sono parole che si adattano perfettamente al risparmiatore italiano di questi tempi. La tempesta si chiama bail-in e da qualche mese è andata ad aggiungersi ai tanti problemi irrisolti che di questi tempi di tassi zero e di post crisi finanziaria tormentano i risparmiatori che non sanno dove mettere i propri soldi.

Fino al bail-in, che ha fatto irruzione sulla scena nella seconda metà del 2015, il tormento riguardava soprattutto la ricerca di rendimenti accettabili in un mondo dove i titoli di Stato propongono sempre più spesso cedole zero o negative. A questo punto il parcheggio nei depositi bancari diventava per molti una scelta ovvia, tenere i risparmi liquidi in attesa di qualche occasione interessante, non per forza un investimento tradizionale.

Ma con il bail-in anche il semplice deposito è diventato rischioso, infatti la nuova normativa europea entrata in vigore il 1 gennaio di quest’anno prevede che se una banca fallisce il conto lo paghino non solo gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati, ma anche in una certa misura e con certi limiti i depositanti. Certo, la legge dice che fino a 100.000 euro di depositi il risparmiatore è garantito.

Ma cosa succederebbe nella realtà in caso di fallimento vero e non di salvataggio non lo sa nessuno, perché non è mai successo. Si può tuttavia facilmente immaginare che per avere la disponibilità del proprio deposito fino appunto a 100.000 euro bisognerà aspettare un po’ di tempo, giorni, settimane o magari mesi. Il tempo necessario per esaminare tutte le posizioni, tutti i dare e tutti gli avere, in altre parole il cosiddetto netting, per capire se effettivamente si sta dentro o fuori la garanzia dei 100.000. Insomma non certo una posizione piacevole anche se meno sgradevole rispetto a azionisti e obbligazionisti subordinati che perdono tutto.

Un’alternativa ai depositi sono le cassette di sicurezza, in altre parole tenere i contanti fisici e non virtuali. Non troppo pratico e non mette comunque al riparo dal rischio di rapine. Un’altra possibilità ancora sono le polizze vita o simili, ma anche qui i rendimenti si assottigliano sempre più e c’è sempre meno convenienza fiscale. E poi ci sono i fondi monetari, che tra tutte le alternative sembrano la più sicura. Le quote di un fondo custodite in un conto titoli di una banca non sono come i depositi, nessuno te le può toccare anche in caso di fallimento. Ma di fondi ce ne sono tanti e scegliere non è facile. Come tutti i prodotti finanziari accanto al fattore protezione c’è anche qui il rischio perdita. Il fai da te è altamente sconsigliato, solo un consulente preparato e esperto può aiutare a scegliere il fondo che fa esattamente per le esigenze di quello specifico risparmiatore. Un esperto che, trattandosi di un parcheggio di liquidità, deve essere pronto a suggerire soluzioni di investimento a medio lungo termine non appena se ne presenti l’occasione sul mercato.




FinanciaLounge
9 Maggio 2016
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