Corporate è bello, la riscossa e la solidità dei bond Enel ed Eni

Le due aziende possono contare su rating più solidi rispetto ai titoli governativi: le emissioni di Enel ed Eni sono molto appetibili soprattutto per gli investitori istituzionali internazionali

Pericolo o opportunità? Il mercato dei corporate bond è fortemente influenzato dallo sviluppo delle politiche economiche e ci sono vari rischi e vulnerabilità associati al mercato stesso. Recentemente è stata l’Ocse a mettere sotto la propria lente l’andamento delle obbligazioni delle società private ricordando le tre variabili che possono influire sul loro rendimento. Prima di tutto la crescita economica: in caso di una ulteriore decrescita dell’economia le società che hanno fatto ampio ricorso ai corporate bond per finanziare il proprio debito, ma hanno fatto pochi investimenti ed hanno un alto default rate, potrebbero amplificare la recessione dell’economia. Poi c’è la variabile legata alla politica monetaria: anche se la maggior parte delle banche centrali recentemente ha modificato l’uso delle misure straordinarie adottate negli ultimi dieci anni, la direzione della politica monetaria continuerà ad avere il suo impatto sulle dinamiche del mercato dei corporate bond. Infine il tema del debito sovrano: il debito pubblico degli stati segnerà un nuovo record nel 2019. Solo pochi giorni fa il numero uno della Federal Reserve Jerome Powell si è detto preoccupato dal livello del debito pubblico in Usa che si troverebbe su “una rotta insostenibile”.

IL BOND EMESSO DA ENEL

Tuttavia vi sono realtà solide, soprattutto per gli investitori istituzionali. Tra queste spiccano i bond di Enel ed Eni. La prima è certamente tra le società più solide con giudizio “A-” assegnato da Fitch, “BBB+” da S&P e “Baa2” da Moody’s, complessivamente meglio dei BTp. Il suo bond con scadenza luglio 2025 rende oggi l’1,7%, in linea con un BTp di pari durata. Il green bond recentemente promosso dalla nostra società energetica prevede il rimborso in unica soluzione con scadenza il 21 luglio 2025 e il pagamento di una cedola a tasso fisso pari a 1,5%. Il prezzo di emissione, è stato fissato pari a 98,565% e il rendimento effettivo a scadenza è pari a 1,736%. I proventi netti dell’emissione saranno utilizzati per finanziare o rifinanziare gli Eligible Green Projects di Enel nell’ambito delle rinnovabili, delle reti, incluse le smart grid, della mobilità sostenibile, smart lighting, efficienza energetica e demand response.

LA PROSSIMA COLLOCAZIONE DI ENI

Poi c’è Eni. La società guidata da Claudio Descalzi si appresta ad emettere un bond da 3 miliardi di euro da collocare presso investitori istituzionali, in una o più tranches entro il 31 dicembre 2020. Le obbligazioni di Eni con scadenza maggio 2022 e cedola 0,75% offrono oggi lo 0,41%, segnalando uno spread rispetto ai BTp di pari scadenza a -58 bp, godono tuttavia di un rating per Moody’s pari a “Baa1”, mentre per S&P vale “A“.

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SOLUZIONE PER GLI ISTITUZIONALI

“Sono titoli molto appetibili” ci spiega Emanuele Canegrati, senior analist di BpPrime “soprattutto per gli investitori istituzionali internazionali. Enel, in particolare, ha appena ricevuto da Fitch un upgrade del suo rating di lungo termine da BBB+ ad A-, confermando la solidità della sua struttura finanziaria. Una ottima pubblicità in vista dell’emissione. Anche ENI rimane sempre un marchio appetibile a livello internazionale, dopo che nella scorsa emissione in dollari di settembre, gli americani si sono messi in coda per acquistare i titoli”.

onlyyouqj / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
14 Marzo 2019
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