Corporate bond euro: ora è necessario un approccio selettivo

A fine settembre, dopo circa 16 mesi, il costruttore d’auto Ford è tornato ad emettere un bond denominato in euro per un controvalore complessivo di 500 milioni. È solo l’ultima conferma della ritrovata fiducia internazionale, e in particolare delle grandi corporation Usa, nel preferire la valuta unica europea per nuovi finanziamenti.

La liquidità abbondante e, soprattutto, la certezza che le banche centrali continueranno ad acquistare titoli di stato come politica di sostegno all’economia, agevola le emissioni di corporate bond. Inoltre, le restrizioni del credito bancario, rendono il ricorso al mercato per molte aziende di medie e piccole dimensioni l’unica strada praticabile mentre per quelle di più grande stazza la diversificazione del debito tramite emissioni obbligazionarie consente di ridurre il rischio di eccessiva dipendenza dal sistema bancario sfruttando, peraltro, tassi piuttosto convenienti.

Gli investitori sembrano convinti che i tassi d’interesse resteranno bassi per lungo tempo e quindi stanno spingendo gli acquisti sui bond societari che offrono rendimenti più allettanti rispetto a quelli risicati (se non addirittura a zero) dei governativi. L’effetto è che, a fine settembre, lo spread tra i rendimenti dei corporate bond e quelli dei titoli di stato era sui minimi storici. Questo deve indurre a una riflessione i risparmiatori che hanno intenzione di investire adesso in questa asset class.

Devono essere consapevoli che, in questa fase più che mai, è necessario un approccio professionale evitando il fai da te per affidarsi a gestori esperti capaci di selezionare i titoli non solo più interessanti dal punto di vista del rendimento ma anche sotto il profilo della affidabilità e della solidità, cioè della capacità di pagare regolarmente gli interessi e restituire a scadenza il capitale. Solo in questo modo l’investimento in corporate bond potrà rivelarsi davvero proficuo in termini di diversificazione del rischio di portafoglio anche per i prossimi mesi.




FinanciaLounge
18 Ottobre 2012
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