Brasile, mercati alla finestra dopo l’euforia del primo turno

Il risultato del primo turno conferma la forte divisione politica in Brasile. Ma la probabile affermazione di Bolsonaro potrebbe non arrestare un nuovo declassamento del debito.

Bolsonaro è in testa: ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali in Brasile con il 46,7% dei voti, uno scarto di oltre 18 punti rispetto al suo rivale Fernando Haddad. L’ex prefetto di San Paolo, candidato del Partido dos trabalhadores si è fermato al 28,5% dei voti, perdendo nettamente dal Partido Social liberal di stampo cristiano-nazionalista che è andato a un soffio dal vincere le elezioni già al primo turno. I voti raccolti da Bolsonaro hanno battuto di gran lunga il risultato previsto nei sondaggi, e lo scarto è maggiore delle attese. Al terzo posto ha chiuso Ciro Gomes, leader del Partido Democratico trabalhista con appena il 12%.
Alla luce dei risultati, non è un azzardo affermare che quelle in corso sono senza dubbio le elezioni più divisive registrate nella storia democratica del Brasile e hanno messo in evidenza la profonda polarizzazione delle dinamiche politiche interne.

VERSO IL BALLOTTAGGIO

Prossima tappa il 28 ottobre: al ballottaggio se la vedranno Bolsonaro, detto “O Trumpinho”, e l’erede di Lula da Silva, Fernando Haddad, per prendere il posto di Michel Temer, attuale presidente in carica. I sondaggi iniziali saranno importanti perché il mercato inizierà a comprendere il valore dal voto di trasferimento dai candidati perdenti. Intanto in un tweet da casa Bolsonaro, ancora convalescente dall’attentato del 6 settembre scorso ha dichiarato di esser certo di vincere anche al secondo turno.

RALLY SUL BREVE TERMINE

I mercati hanno accolto con favore l’affermazione di Bolsonaro. L’indice Bovespa, dopo il primo turno, ha guadagnato quasi il 5,5% e il real brasiliano ha guadagnato oltre il 2% rispetto al dollaro statunitense, con un cambio intorno a 3,75. Tuttavia, non arrivano notizie positive dal Fondo monetario internazionale che ha tagliato le stime sul Pil del Brasile per il 2018 all’1,4% dal precedente 1,8%.
In seguito alla netta affermazione al primo turno di Bolsonaro, Paul Greer, Portfolio Manager di Fidelity International ha dichiarato: “Nel breve termine, i mercati brasiliani continueranno a beneficiare del rally innescato da questa notizia ma, malgrado i mercati siano propensi ad accogliere con favore i risultati del primo turno, il futuro del Brasile appare molto incerto all’indomani delle elezioni”.
Questo significherebbe che nel caso in cui Bolsonaro vinca al secondo turno, l’entusiasmo del momento svanirebbe insieme alla sua visione pragmatica sulla posizione fiscale del Brasile.

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COSA VEDONO I MERCATI

Tra le agenzie di rating si respira nervosismo già dal 2015 quando hanno privato i titoli di stato della prima economia latinoamericana della valutazione di “investment grade”, declassando i bond a junk. Ultimamente S&P ha tagliato ulteriormente il suo giudizio da “BB” a “BB-” con outlook stabile. Secondo Fidelity i saldi di bilancio del Brasile continueranno a peggiorare. A soffrire sarà il rating del debito sovrano che subirà ulteriori declassamenti: nei prossimi 6-12 mesi potrebbe sfiorare la singola B. Paul Greer ritiene infatti che la stagnazione della crescita del Brasile proseguirà anche nel prossimo futuro. Tra le ragioni la politica monetaria accomodante adottata dalla banca centrale, oltre che tassi d’interesse troppo bassi davanti a un’inflazione che crescerà nei mesi a venire.

Jair Bolsonaro (Flickr/ Agência Brasil Fotografias)


FinanciaLounge
11 ottobre 2018
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