Bond asiatici tante emissioni e molte opportunità

Venti miliardi in più rispetto al precedente record registrato nel 2010. A tanto ammonta l’incremento delle emissioni obbligazionarie societarie asiatiche, con esclusione del Giappone, che nei primi 9 mesi del 2012 hanno totalizzato l’importo record di tutti i tempi a quota 106 miliardi di dollari. Un boom di emissioni dalle proporzioni straordinarie se si pensa che agli inizi del nuovo millennio le società asiatiche non riuscivano a raccogliere più di 10 miliardi di dollari l’anno.

Nel solo mese di settembre, sui mercati asiatici sono state collocate obbligazioni per un totale complessivo di 12,5 miliardi di euro. Analizzando ripartizione degli emittenti, la parte del leone l’hanno fatta le corporation industriali con 57,4 miliardi (+32,3% rispetto al 2011) seguite, con 23,5 miliardi di dollari dagli emittenti finanziari. Secondo alcuni osservatori, oltre al generale miglioramento del clima dei mercati a seguito della liquidità assicurata dalle banche centrali di tutto il mondo, a spingere le emissioni è la caccia, da parte degli investitori internazionali, a rendimenti più allettanti dei Treausury Usa e dei Bund tedeschi ma altrettanto solidi come lo sono molte emissioni asiatiche.

E che l’investimento in bond asiatici sia stato un buon impiego per gli investitori italiani ed europei lo dimostrano le statistiche relative agli ultimi 5 anni. La performance media dei fondi obbligazionari asiatici dal 2007 al settembre 2012 si è infatti attestata a +52,74% contro il 25,23% dell’indiec JPM EMU bond, rappresentativo di tutti i titoli di stato della zona euro. Nel triennio, dal settembre 2009 al settembre 2012, i fondi asiatici hanno messo a segno un guadagno del 38,83% contro il 9,3% dell’indice JPM EMU: quest’ultimo, tra settembre 2011 e settembre 2012 ha registrato un rialzo del 5,06% contro il 13,03% della media dei fondi obbligazionari asiatici.




FinanciaLounge
17 Ottobre 2012
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