Azionario Europa, i punti a favore di un rimbalzo delle banche

La significativa performance negativa del settore bancario europeo quest’anno potrebbe aver toccato il suo punto di minimo. Valutazioni, utili, dividendi e spread creditizi giocheranno a favore.

Il 2018 non è stato finora un buon anno per il settore bancario europeo. Infatti, dal primo gennaio allo scorso 18 settembre, a fronte di un ripiegamento del 2,35% dell’indice generale Eurostoxx delle Borse dell’area euro, il sottoindice bancario evidenzia un -16,77%. Il dato peggiora ulteriormente se il confronto parte dal 26 gennaio, quando i mercati hanno cambiato improvvisamente registro sulla scia dei dati delle retribuzioni statunitensi che facevano temere un’impennata dell’inflazione a stelle e strisce e, a cascata, un rialzo dei tassi da parte della Fed meno graduale.

COSA HA TRASCINATO IL SETTORE IN ROSSO

A trascinare al ribasso il settore sono stati soprattutto i dati manifatturieri della zona euro in rallentamento nel primo trimestre, i rendimenti dei bund della Germania (ancora ostinatamente molto bassi in funzione del ciclo economico tedesco) e l’allargamento degli spread dei governativi periferici (in particolare i titoli di stato italiani) che hanno fatto soffrire gli istituti di credito di casa nostra che hanno in cassaforte ingenti posizioni in BOT, CCT, e BTP.

PRONTO AL RIMBALZO

Ma ora il settore bancario europeo sembra pronto per un rimbalzo o, quantomeno, per una performance superiore alla media di mercato. Ne sono convinti gli esperti di Credit Suisse, persuasi che questi venti contrari dovrebbero stabilizzarsi: “Ci aspettiamo che il rendimento del bund a 10 anni salga a 80 punti base (0,80%) nei prossimi sei mesi, mentre l’indice manifatturiero PMI dovrebbe rimbalzare sulla scia delle condizioni monetarie agevolate della domanda che mostra segnali di ripresa e delle spese fiscali”.

EURO PIÙ STABILE

“Un contesto che dovrebbe aiutare l’euro a stabilizzarsi e le banche a beneficiarne al meglio dal momento che sono uno dei settori più sensibili alla moneta unica” specificano i professionisti di Credit Suisse. D’altra parte, le valutazioni del settore sono attraenti. Il rendimento da dividendi delle banche europee rispetto alla media di mercato è stato superiore soltanto una’atra volta in precedenza, e cioè durante il culmine della crisi bancaria nel 2008/09.

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RENDIMENTO DA DIVIDENDI AL TOP

A parte quell’episodio, nelle precedenti occasioni nelle quali c’è stato un rendimento dei dividendi altrettanto elevato, le banche hanno registrato una performance nettamente superiore nei successivi 12 mesi. Sempre in tema di valutazioni, gli utili sembrano meno vulnerabili che in passato. “Crediamo che i prezzi immobiliari continueranno a salire nell’area dell’euro, aiutando i valori di mercato dei prodotti collaterali (che sono sproporzionatamente sensibili agli immobili). Gli indicatori guida implicano anche una lieve accelerazione nella crescita dei prestiti, mentre i contenziosi e i rischi normativi all’orizzonte sembrano non preoccupare” puntualizzano gli esperti di Credit Suisse.

VALUTE EMERGENTI A SCONTO

I quali non trascurano nemmeno le banche collegate alle valute emergenti che costituiscono il 35% della capitalizzazione del settore europeo. Ebbene, da questo punto di vista, le divise dei paesi in via di sviluppo sono diventate molto economiche: sono infatti a sconto del 35%, in base ad un modello di analisi interna di Credit Suisse.
Detto questo, storicamente, quando le banche europee hanno sottoperformato in modo tanto evidente da inizio anno, tendono a sovraperformare l’80% delle volte nei successivi 3 e 12 mesi.

RISCHIO INSTABILITÀ POLITICA ITALIANA

Per quanto riguarda i rischi, invece, tra i principali figura l’instabilità politica italiana. Tuttavia il sostegno alla Lega è in aumento anche senza una significativa espansione fiscale e questo dovrebbe limitare la probabilità che l’Italia superi il limite del deficit di bilancio del 3% del PIL. Inoltre il nostro paese vanta un bilancio primario in attivo al netto degli interessi e un avanzo delle partite correnti. Un secondo punto critico è invece quello relativo all’allargamento degli spread del credito, cioè l’ampliamento dell’extra rendimento delle obbligazioni societarie rispetto ai titoli di stato euro. Ma è anche vero che i tassi di default in Europa sono molto bassi e gli spread high yield rimangono contenuti rispetto alle emissioni investment grade.

FOCUS SU RETAIL, PRIVATE BANKING E SPAGNA

Alla luce di tutte queste considerazioni, i professionisti di Credit Suisse ritengono che le banche di investimento, il settore bancario aziendale e il settore del risparmio gestito siano soggetti a perturbazioni e quindi preferiscono il retail e il private banking, mente a livello di paese la preferenza va alle banche della Spagna in quanto interessante da molti punti di vista (vendite al dettaglio, consolidamento, riduzione dei costi).

code6d / E+


FinanciaLounge
20 Settembre 2018
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