Attese & Mercati – Settimana dal 15 aprile 2019

di Redazione

Arrivano le trimestrali americane ma anche molti dati sulle economie reali in America, Europa e Cina. Il clima festivo potrebbe essere ideale per l’annuncio di qualche accordo strategico su Brexit e commercio USA-Cina. Intanto in Medio Oriente è solo calma apparente

PRIMA MARCIA INDIETRO DEGLI UTILI DAL 2016

Le trimestrali americane entrano nel vivo ma arriva anche la Pasqua, con la settimana dei mercati accorciata a quattro giorni e gli scambi prevedibilmente sottili per le assenze di ha deciso di prendersi un anticipo di vacanze estive. Dopo i risultati non deludenti di JP Morgan e Wells Fargo settimana scorsa, nei prossimi giorni arrivano quelli di Goldman, BofA e Morgan Stanley. Non sarà solo un check della salute dei grandi istituti americani ma anche dello stato di salute dell’economia. Per l’insieme delle trimestrali le attese puntano a utili in contrazione del 2,5%, la prima dal 2016, con ricavi invece in aumento del 4,8%. Insieme alle trimestrali americane sono in arrivo molti dati sulle economie reali: dal PIL cinese nel primo trimestre alle stime flash dell’attività manifatturiera nelle principali economie. Come si vede nel grafico il trend è in rallentamento in USA, in caduta in Europa e in recupero in Cina.

SORPRESE PASQUALI IN ARRIVO DALLA POLITICA?

Anche politica e geopolitica approfitteranno della Pasqua per prendersi una pausa? Oppure proveranno ad approfittare delle festività per stupire le opinioni pubbliche con novità positive? I fronti aperti sono veramente tanti. In Europa si va dal tormentone Brexit, che potrebbe anche a sorpresa finire con uno shakespeariano ‘much ado about nothing’, molto rumore per nulla. Tipo un accordo molto soft, che somigli ma non sia uguale a un rientro nella UE in piena regola, evitando ai britannici di andare a votare a maggio per il parlamento di un’Unione da cui hanno deciso di uscire quasi tre anni fa, fino alle fibrillazioni pre-elettorali in vista del voto del 23-26 maggio, che potrebbero portare a esasperare i toni, ma con prevedibile scarso impatto sui mercati. L’altro piatto forte che potrebbe essere servito al pranzo di Pasqua è un accordo USA-Cina sul commercio. Il timing sarebbe perfetto: far vedere agli europei che stanno per votare in un clima di grande confusioni che le prime due economie del mondo sono capaci di risolvere contenziosi e problemi nel segno del realismo e non dell’ideologia.

RESTA INTATTO IL POTENZIALE DESTABILIZZANTE DEL MEDIO ORIENTE

A nove anni dalla Primavera Araba, che sfociò nella catastrofica guerra civile siriana, la Libia è di nuovo in fiamme, mentre dagli altri fronti caldi dell’area che va dal Golfo alla costa meridionale del Mediterraneo non arrivano apparentemente notizie importanti. Alla fine l’Isis è stata sconfitta ma non così i talebani in Afghanistan e Pakistan, la Turchia resta nel guado tra instabilità economica e ambizioni egemoniche di Erdogan, la gendarmeria locale saudita-israeliana immaginata da Trump non si capisce bene né cosa sia né se funzioni, mentre l’Iran resta il problema dei problemi lacerato tra la voglia di modernità della popolazione urbana e voglia di non perdere il potere di ayatollah e guardie della rivoluzione. Cinesi e americani guardano da lontano, preoccupati soprattutto che il prezzo del petrolio non scappi di mano. Lo stesso non può dirsi di Putin che invece guarda molto da vicino perché tra Medio Oriente e confine occidentale con l’Europa si gioca la reputazione di potenza globale. Tutta l’area da un po’ di tempo non fa molti titoli di giornale, ma non vuol dire che qualche problema sia stato risolto.

danielvfung / iStock / Getty Images Plus


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15 Aprile 2019
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