Attese & Mercati – Settimana dal 10 settembre 2018

Insight su cosa ci aspetta e cosa potrebbe sorprenderci nelle economie e sui mercati. Le banche centrali si riprendono la scena: giovedì torna Draghi, insieme alla banca centrale turca, venerdì è il giorno della russa Nabiullina. Intanto i dati spianano la strada al rialzo della Fed il 26.

ATTENTI ALLE PAROLE CHE USERÀ DRAGHI

Giovedì verso le due e mezza del pomeriggio gli operatori del forex (e non solo) di tutto il mondo penderanno dalle labbra di Mario Draghi, assente dalle scene da un paio di mesi. Dovrebbe confermare che da ottobre gli acquisti di titoli vengono dimezzati per preparare la fine del QE a dicembre. Ma attenti al wording: una cosa è dire che la BCE ha deciso di mettere fine allo stimolo un’altra che si aspetta di farlo. E se accennasse anche alla possibilità di riprenderlo nel 2019 se la situazione lo richiedesse? Magari da Draghi arriverà anche qualche lume sulle turbolenze che hanno colpito valute e debito di alcune economie emergenti, dopo il tanto parlare di contagio quest’estate. Giovedì c’è anche Bank of England, ma nessuno si aspetta novità dopo il rialzo di ¼ di punto ad agosto.

WEBER, L’ANTIDOTO AL FALCO WEIDMANN

Il giorno prima di Draghi Jean-Claude Juncker tiene a Strasburgo il suo ultimo discorso sullo Stato dell’Unione da presidente della Commissione Europea. Tra un anno potrebbe toccare all’attuale capogruppo del PPE, Manfred Weber, il bavarese che la Germania ha candidato alla successione del lussemburghese dopo le elezioni della primavera del 2019. E infatti ha iniziato la sua campagna tendendo la mano all’ungherese Viktor Orban, all’italiano Matteo Salvini e agli altri leader sovranisti promettendo un programma basato sulla questione identitaria e sulla necessità di chiudere i confini. Il successore di Juncker sarà anche il primo a guidare un’Unione monca della Gran Bretagna, che dovrebbe chiudere il contratto di divorzio a marzo. I mercati fanno il tifo per Weber: se un tedesco va a Bruxelles le possibilità che il pericoloso falco della Bundesbank Jens Weidmann prenda il posto di Draghi a Francoforte sono pari a zero.

TURCHIA COSTRETTA AL RIALZO, TROPPO TARDI

Lo stesso giorno di Draghi tocca anche a Murat Çetinkaya, il nome non particolarmente noto del quarantaduenne da due anni alla guida della banca centrale della Turchia, alle prese con una catastrofica crisi monetaria con la lira in caduta libera e soprattutto con un presidente onnipotente di nome Erdogan che di alzare i tassi, come sarebbe necessario da tempo, non vuol sentir parlare. Alla fine giovedì 13 Çetinkaya dovrà toccare il costo del denaro, ma sarà sicuramente troppo tardi e probabilmente troppo poco, per non irritare Erdogan. Venerdì invece è il giorno di Elvira Nabiullina, l’arma segreta di Putin che dal 2013 guida la banca centrale russa. Il prezzo che Elvira dovrà pagare ai mercati per rispondere alla caduta del rublo ai minimi di un paio d’anni sarà molto meno caro di quello del collega turco, viene da un ciclo di tre ribassi e potrebbe limitarsi a un rialzo simbolico, o anche niente, accompagnato da dichiarazioni molto determinate sulla lotta all’inflazione.

L’ECONOMIA IN SALUTE ACCOMPAGNA LA FED

Anche i critici più irriducibili di Donald Trump sono costretti ad ammettere che è difficile ignorare quanto gli Stati Uniti si siano portati avanti in termini di crescita economica rispetto al resto del mondo. La narrazione di un’economia che va come un treno dovrebbe proseguire in settimana con i dati in arrivo su vendite al dettaglio e inflazione, che dovrebbero mostrare consumi in crescita e prezzi in stabilizzazione intorno al target della Fed, dopo che il job report di venerdì scorso ha battuto per l’ennesima volta le attese mentre il taglio delle tasse sostiene i redditi con i salari che ad agosto hanno messo a segno la crescita più alta dall’inizio della grande recessione. Il capo della Fed Jay Powell può andare tranquillo verso il terzo rialzo dell’anno al FOMC del 25-26 settembre. Deve solo stare attento a non usare toni che diano altro carburante al dollaro.




FinanciaLounge
10 settembre 2018
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