Asset allocation 2019 e nuovi modelli di consulenza

I temi principali della prima giornata di Consulentia19, tra ricerca di rendimento e prossime sfide per i consulenti finanziari.

Nella tradizionale sede dell’auditorium Parco della Musica di Roma ha preso il via Consulentia19, l’evento organizzato da Anasf e dedicato al mondo della consulenza finanziaria. In attesa della conferenza inaugurale di oggi durante la quale verranno affrontati i temi più caldi, a partire ancora una volta dalla Mifid2, il primo giorno di lavori è stato caratterizzato da tavole rotonde e confronti con personaggi di primo piano del mondo dell’economia.

RITORNO AGLI INDICATORI MACROECONOMICI

L’asset allocation legata e il ruolo degli indicatori macroeconomici sono stati al centro dell’incontro che ha visto protagonisti Luca Tobagi, CFA, Investment Strategist Product Director di Invesco Asset Management, Marco Romani, Head of Investment Advisory CNP Partners e Didier Rabattu, Head of Global equities Lombard Odier Investment Managers. Sotto esame, ovviamente, le performance negative registrate praticamente da tutte le asset class nel 2018. Un andamento che, come spiegato da Romani, ha reso impossibile diversificare i portafogli. Sempre guardando al 2018, Tobagi ha sottolineato che forse “abbiamo visto più le pance in azione e non i cervelli” in un anno anomalo anche per il mancato rispetto del fattore legato alla stagionalità. Tuttavia, i mercati venivano da un periodo di crescita molto lungo e nell’analisi di Rabattu è l’Europa, ora, a rischiare la recessione con problemi particolari in Italia e in Francia. Guardando poi al 2019, Tobagi ha spiegato che il fattore determinante sarà rappresentato dalle politiche monetarie. Ma se la Brexit si sta rivelando un fattore difficilmente gestibile, esistono strade alternative per contrastare gli effetti della guerra dei dazi investendo, per esempio, negli asset destinati a beneficiare del progetto cinese Belt and Road. Dai tre esperti, inoltre, è arrivato l’invito ai consulenti a lavorare sul fattore temporale degli investimenti, riportando i clienti in un’ottica di lungo periodo che può permettere di relativizzare le eventuali perdite registrate nel 2018.

LA SOSTENIBILITA’ NEI PORTAFOGLI

Come impostare i portafogli di investimento del futuro è stato invece il tema dell’incontro a due voci che ha visto protagonisti BlackRock e iShares. Partendo dai risultati di un’analisi condotta sui portafogli gestiti dai consulenti italiani e dalle intenzioni future dei consulenti stessi – che per esempio hanno evidenziato la tendenza a dare maggiore peso alle strategie tematiche e a quelle legate agli indici – gli esperti hanno illustrato le proposte per il futuro in tema di tipologia di prodotti. Come sottolineato da Luca Giorgi, Head of Sales Italy and Greece BlackRock, i driver per il portafoglio del futuro saranno tre: diversificazione, efficienza e sostenibilità. Nel dettaglio, la diversificazione passa soprattutto per gli investimenti tematici – come ad esempio quello sui trasporti di nuova generazione – che permettono di intercettare trend di ampio respiro. I prodotti indicizzati, invece, svolgono un ruolo fondamentale nel miglioramento dell’efficienza, come illustrato da Andrea Favero, CFA, Relationship manager iShares Italia che ha poi spiegato l’impatto del filtro ESG sulla riduzione del rischio dei portafogli senza andare ad intaccare il rendimento.

INCONTRO L’EX PRESIDENTE CONSOB MARIO NAVA

Nessun accenno di polemica durante l’incontro che ha chiuso la prima giornata di lavori di Consulentia19 con un protagonista d’eccezione: l’ex presidente Consob Mario Nava, tornato a ricoprire il ruolo di Direttore DG FISMA presso la Commissione europea. Nava ha augurato buon lavoro al nuovo presidente Consob Savona, concentrandosi poi su temi legati all’Europa. “Il nostro continente – ha spiegato – è quello che nel mondo può vantare la distribuzione più omogenea della ricchezza e nel 2018 ha visto crescere i livelli di occupazione come mai prima”. Nava si è poi soffermato sulla situazione delle banche europee che “in termini di messa in sicurezza del capitale hanno fatto più di quanto richiesto” ricordando poi il lavoro della commissione europea per rendere gli investimenti ESG un vero e proprio “brand del nostro continente”. Il futuro del risparmio gestito, ha concluso l’ex presidente Consob, deve seguire la strada della trasparenza segnata dalla Mifid II che “va valutata dopo qualche tempo per capire cosa funziona e cosa no”.




FinanciaLounge
6 febbraio 2019
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