Vendere sui rally e riflettere durante le correzioni

Attualmente è presente quasi un paradosso riguardo le notizie economiche: quelle positive sono infatti accolte piuttosto favorevolmente, mentre quelle negative sono accompagnate da un sollievo e una concitazione ancora maggiori, poiché potrebbero favorire una prosecuzione delle misure di allentamento quantitativo (QE3). È dunque lecito chiedersi se l’euforia dei mercati non sia eccessiva.

“A nostro avviso” riferisce Adrian Zürcher, Responsabile Investment Strategy di Credit Suisse, “la Fed è venuta meno al suo compito di informare il mercato sui propri piani in materia di politica monetaria, formulando dichiarazioni chiare e tempestive. D’altra parte, la data esatta in cui la Fed avvierà il processo di normalizzazione della politica monetaria non è poi un fattore determinante. Ciò che conta è che la Fed agirà con estrema cautela dal momento che, in caso contrario, otterrebbe l’esatto opposto rispetto alle sue intenzioni, ovvero assicurare un’uscita ordinata dal contesto di bassi tassi d’interesse. Ciò significa che possiamo tornare a concentrarci sull’attività d’investimento piuttosto che ipotizzare nuovi interventi straordinari della Fed per sostenere l’economia. A nostro parere, questo nuovo mondo si preannuncia positivo per le azioni”.

Tuttavia, finché la Fed non chiuderà realmente il rubinetto della liquidità, Adrian Zürcher giudica però il rischio di una correzione più elevato rispetto alla possibilità di una corsa inarrestabile al rialzo. In tutti i casi, i pericoli principali derivano dal mercato obbligazionario statunitense.

“In questo scenario, in chiave tattica, abbiamo pertanto optato per un sottopeso nell’equity, prendendo profitto degli utili parziali derivanti dalla nostra sovraponderazione degli ultimi mesi negli Stati Uniti, cioè nell’area geografica che ha scontato nelle quotazioni il meglio sia della ripresa congiunturale che l’eccesso di liquidità. Sul fronte obbligazionario ribadiamo la nostra preferenza per le durate brevi, e perfino in caso di temporaneo «overshooting» dei tassi non intravediamo reali possibilità di trarne vantaggio dal punto di vista dei corsi. Il mercato rialzista sul fronte dei tassi appartiene ormai al passato, e il graduale riposizionamento dalle onerose obbligazioni ai vincitori del nuovo mondo – azioni, immobili, settori ciclici ecc. – è soltanto agli inizi. Come dire che ad ogni rally conviene vendere ma non sempre conviene acquistare in corrispondenza di una correzione dei mercati” conclude Adrian Zürcher.




FinanciaLounge
8 Ottobre 2013
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