Il business dei rifiuti

Man mano che il mondo si sviluppa verso il proprio futuro urbano, l’ammontare di rifiuti solidi, tra i principali prodotti tipici delle città, cresce ancora più veloce del tasso di urbanizzazione. A metterlo in luce sono gli esperti di Credit Suisse Asset Management Equity Business in uno studio sul business dei rifiuti, in cui cercano di analizzare le diverse implicazioni, dal titolo “Waste – A global megatrend: what are the safety and security implications?”

Non si butta via nulla
Le grandi città, tanto delle aree più sviluppate quanto di quelle emergenti, hanno bisogno di mettere a fuoco la questione della gestione dei rifiuti urbani per tenere il passo con la propria crescita esponenziale. I rifiuti, spiegano gli esperti di Credit Suisse, “rappresentano una delle più difficili sfide di lungo termine: mentre i volumi crescono, la complessità della gestione così come la varietà degli stessi aumenta”.

Di conseguenza, circa il 70% dei rifiuti, a causa di tali carenze gestionali, finirà nelle discariche. Secondo gli analisti di Credit Suisse, la situazione, con ogni probabilità, peggiorerà al punto che i volumi di rifiuti cresceranno più veloci dell’urbanizzazione e dei tassi di crescita del PIL globali. È per questo motivo che è importante imparare a non buttare via nulla.

Un mercato da 1.000 miliardi di dollari
La spazzatura può essere considerata come uno degli ultimi trend demografici: dal 1960, gli Americani hanno creato più rifiuti solidi l’anno che fatto figli. L’ammontare di immondizia, infatti, è triplicato, mentre la popolazione statunitense è cresciuta soltanto del 90 per cento. Secondo l’Environmental Protection Agency (Epa), gli Stati Uniti hanno generato 250 milioni di tonnellate rifiuti nel 2010, il 54% dei quali è finito nelle discariche.

Sembra che gli USA siano sulla strada giusta per arrivare a produrre quasi un miliardo di tonnellate di immondizia all’anno entro il 2060. Gli esperti di Credit Suisse ritengono che l’industria della gestione dei rifiuti rappresenti un attraente mercato da 1.000 miliardi di dollari che include i rifiuti solidi, quelli industriali e quelli per produrre energia. I driver della crescita sono, tra gli altri, i volumi in aumento, la varietà, la complessità e l’urbanizzazione. Sulla base di questi driver, Credit Suisse stima che l’industria dei rifiuti possa valere fino a tre trilioni di dollari entro il 2020.

Privilegiare i settori dei rifiuti medici e pericolosi
Gli esperti di Credit Suisse, in particolare, indicano due interessanti aree dell’industria dei rifiuti dove vedono interessanti opportunità per gli investitori con un’ottica di lungo termine. Innanzi tutto, la gestione dei rifiuti medici, per la quale esistono “solide prospettive di crescita”. In secondo luogo, c’è la gestione dei rifiuti pericolosi, che include la raccolta, il trattamento e lo smaltimento degli scarti dannosi e che richiedono di essere maneggiati con cura.

Credit Suisse, così, in qualità di investitore con un approccio di lungo termine, all’interno del fondo Credit Suisse Equity Fund (Lux) Global Security, sceglie società che operano come leader in mercati di nicchia e sono in grado di trarre profitto da queste notevoli opportunità strutturali.

Gruppi come Stericycle Inc., attivo nel settore dei rifiuti medici, o come Clean Harbors Inc., attivo nella gestione dei rifiuti ambientali, sono secondo Credit Suisse i meglio posizionati per beneficiare delle opportunità che il futuro offre per questi particolari tipi di business.




FinanciaLounge
20 Agosto 2013
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