Evoluzione dell’automazione: il futuro è iniziato ed è promettente

La maggiore collaborazione tra robot e lavoratore sta dimostrando che non solo non verranno distrutti posti di lavoro, ma lo skill professionale tenderà a migliorare.

Lasciare da parte le emozioni e guardare ai fatti. È questo il suggerimento che si sente di dare Filippo Rima, responsabile azionario globale di Credit Suisse Asset Management, a tutti coloro che guardano con preoccupazione all’evoluzione tecnologica e, più in particolare, alla potenziale disruption di posti di lavoro da parte dei robot.

LA NUOVA GENERAZIONE DEI CO-ROBOT

“Concentriamoci sui collaborative robot (Co-robot) che sono ormai una realtà sempre più diffusa – fa presente Filippo Rima – questa nuova generazione di robot mostra come la collaborazione tra macchina e uomo sia win–win per tutti”. Il riferimento del manager è alla cooperazione virtuosa che, in molte aziende che hanno implementato il cosiddetto protocollo 4.0 (come, solo per fare un esempio, la Lamborghini), ha già portato a risultati concreti. La maggiore collaborazione tra robot e lavoratore ha incrementato la capacità produttiva che a sua volta ha generato una più alta complessità dei prodotti e, a cascata, una più elevata competizione dei prodotti stessi a livello mondiale: la risultante finale è un maggiore valore di mercato dell’azienda nel suo insieme.

ATTIVITA’ PERICOLOSE

Ma c’è di più. Si pensi ai già molteplici utilizzi dei robot per le attività pericolose (sminamento delle bombe, risanamento ambientale dopo sversamenti di petrolio come la catastrofe nel Golfo del Messico, incidenti nucleari come Fukushima ecc.) e per quelle che non attraggono più i giovani. “Si stima che in Europa l’età media dei camionisti sia intorno ai 60 anni. Certo c’è scetticismo verso la guida autonoma (a maggior ragione quella dei camion) ma come fare a sostituire nel tempo i tanti camionisti che si ritireranno dall’attività lavorativa dal momento che i giovani non sembrano interessati a questo lavoro?” puntualizza Filippo Rima che poi spiega come i risparmiatori orientati al medio lungo termine possono trarre beneficio dal megatred dell’evoluzione dell’automazione.

GUARDARE ALLA CRESCITA DI LUNGO PERIODO

“Le attuali valutazioni dei mercati azionari si posizionano su livelli superiori alle medie storiche. A fronte di una crescita dell’economia mondiale tra il 3% e il 4% il rapporto prezzo/utili (p/e) corrente viaggia tra 16 e 18. I settori della tecnologia avanzata, invece, evidenziano un p/e tra 20 e 22 e, quindi, sembrerebbero più cari. In realtà, considerando che il loro tasso di crescita stimato è tra il 10% e i 15% l’anno, le valutazioni (aggiustate in base a questa crescita potenziale) risultano meno onerose” spiega il manager.

LA FORMULA DEI PAC

A questo proposito Filippo Rima suggerisce di usare i piani di accumulo (ovvero i versamenti periodici costanti nel tempo): “Una soluzione che permette di incorporare le potenzialità di lungo termine di questo megatrend, ma con una riduzione della volatilità e delle implicazioni emotive tipiche del versamento in unica soluzione” conclude Filippo Rima.




FinanciaLounge
13 Aprile 2018
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