Banche italiane, riflettori puntati sulla legge finanziaria

Secondo gli economisti di Credit Suisse, l’obiettivo del deficit / PIL 2019 è il numero chiave: appena sotto il 2% sarebbe una buona notizia, mentre più vicino al 3% sarebbe negativo.

Con un rapporto prezzo/patrimonio netto (p/bv) stimato per il 2019 a quota 0,65 le banche italiane risulterebbero economiche ma, nonostante ciò, gli investitori continuano ad essere diffidenti nei loro confronti, principalmente a seguito delle preoccupazioni di carattere macro e politiche.

L’INCREMENTO DELLO SPREAD

“L’incremento dello spread italiano (l’extra rendimento del btp rispetto ai bund tedeschi, ndr), che è correlato negativamente ai prezzi delle azioni delle banche, ha guidato la recente sottoperformance vista l’ingente esposizione degli istituti italiani al debito del nostro paese (pari al 156% del patrimonio netto nel secondo trimestre 2018)” spiega Carlo Tommaselli, analista del settore bancario europeo di Credit Suisse. Lo spread è infatti balzato dai 127punti base (1,27%) del primo trimestre ai 238 punti base (2,38%) del secondo.

IMPATTO NEGATIVO SUL CET1

L’impatto sul CET1 (common equity tier 1), il rapporto tra capitale ordinario versato e attività ponderate per il rischio, delle banche italiane è stato di -36 punti base (-0,36%) nel secondo trimestre. A mitigare l’avversione al settore non è stato sufficiente nemmeno il sensibile miglioramento della qualità delle attività: le banche italiane hanno infatti registrato una significative riduzione degli NPE (non-performing exposure) nel secondo trimestre da 185 a 142 miliardi (pari al -23%  su base trimestrale).

SOFFERENZE IN FORTE CALO

“Il rapporto NPE lordo si è attestato così all’11,1% (meglio della nostra stima del 12%) dal 14,2% di primo trimestre e dovrebbe posizionarsi al di sotto del 10% entro fine anno sulla base dei piani di alleggerimento delle sofferenze annunciati dagli istituti” puntualizza l’esperto. Che, alla luce di questa ottima performance, è persuaso che sia arrivato, per l’Italia, il tempo di decidere.

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ATTESA PER GIOVEDI 27 SETTEMBRE

E il giorno dovrebbe essere il prossimo 27 settembre, quando dovrebbe essere presentata ufficialmente la legge finanziaria del 2019. Dovrebbe essere un vero e proprio catalizzatore per le banche italiane perché avrà ingenti implicazioni in termini di movimento negli spread sovrani e per le prospettive di rating del paese. L’obiettivo del deficit / PIL 2019 è il numero chiave: appena sotto il 2% sarebbe una buona notizia, mentre più vicino al 3% sarebbe negativo, secondo gli economisti di Credit Suisse.

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MEGLIO LE GRANDI BANCHE

“In attesa di conoscere i dettagli della Legge di bilancio 2019 e dell’opinione delle agenzie di rating sul debito del nostro paese, rimaniamo cauti sulle banche italiane. In ogni caso, grazie alla maggiore redditività, un CET1 più solido e al trend di miglioramento della qualità delle attività, le grandi banche italiane offrono ora una migliore remunerazione del rischio rispetto ai piccoli istituti” conclude Carlo Tommaselli .

ilbusca / iStock Getty Images


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