Brasile-India: il tandem da tenere d’occhio tra i mercati emergenti 

Nonostante la presenza di fattori di rischio come la guerra commerciale e l’inasprimento della liquidità globale, per Selva (Columbia TI) dopo un pessimo 2018 i mercati emergenti sono pronti a ripartire

Dopo un pessimo 2018, nel quale l’indice MSCI emerging markets ha lasciato sul terreno oltre il 25% dal suo massimo annuale, ci si chiede quali siano le prospettive per l’anno in corso per i mercati emergenti. Non c’è dubbio che le guerre commerciali e l’irrigidimento della liquidità finanziaria costituiscano ostacoli seri ma, secondo Krishan Selva, Gestore di portafoglio clienti di Columbia Threadneedle Investments, occorre guardare oltre per comprendere come esistano anche dei motivi per nutrire un cauto ottimismo.

LA POLITICA MONETARIA DELLA FED

Il primo dei quali potrebbe essere la politica monetaria della Federal Reserve. Senza dubbio se nel corso di quest’anno la banca centrale statunitense decidesse per cinque o più rialzi i mercati emergenti accuserebbero dei sensibili contraccolpi. “Alla luce dei recenti segnali di un rallentamento dell’economia statunitense, sembrerebbe più probabile che i rialzi possano essere limitati a due o tre, un’eventualità già scontata dai mercati finanziari” spiega l’esperto.

L’EVOLUZIONE DELLA GUERRA COMMERCIALE

Per quanto riguarda invece il capitolo relativo alla guerra commerciale, Krishan Selva è persuaso che durante i primi sei mesi del 2019 possano alternarsi notizie sia positive che negative prima che Washington e Pechino trovino un accordo. In ogni caso, dal momento che l’esperto è incline ad essere pessimista circa il raggiungimento in tempi brevi di un’intesa tra Cina e USA, preferisce incrementare in portafoglio i titoli con un rischio di ribasso limitato e un potenziale di rialzo.

FOCUS SULL’INDIA E SUL BRASILE

Alla luce di questo approccio, Krishan Selva guarda con interesse soprattutto alle opportunità in due mercati che hanno mostrato un’economia capace di crescere anche in modo abbastanza indipendente dal resto del mondo come quella dell’India e, più di recente, quella del Brasile. L’esperto cerca peraltro di evitare i titoli tecnologici che si trovino all’epicentro della guerra commerciale, nonostante le loro specifiche prospettive possano apparire promettenti. In quest’ultimo caso, tuttavia, Krishan Selva ammette che occorre riuscire a fare le dovute distinzioni per non perdere di vista alcune interessanti eccezioni.

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L’ESEMPIO DELLA CINESE TENCENT

Il suo riferimento è per esempio ad azioni come quelle della società tecnologica cinese Tencent che hanno perso quasi un terzo dopo il picco di inizio 2018. La compagnia vanta solide prospettive di lungo termine e, se è vero che il 60% circa dei ricavi dipendono dalla nuova normativa sul gioco online, è altrettanto vero che l’ecosistema sviluppato intorno alla propria super app WeChat, utilizzata dai consumatori cinesi per pagare praticamente tutto, dal taxi alle bollette fino al conto del ristorante, costituisce un formidabile strumento economico. Tencent può infatti sfruttare i dati di pagamento dei clienti per giovarsi di una fonte molto ben remunerata di ricavi grazie alla vendita a terzi dei dati degli inserzionisti.

UN BUON PUNTO DI INGRESSO

Forse è ancora presto per aumentare il peso in portafoglio a favore dei mercati emergenti. Tuttavia, è il parere di Krishan Selva, la recente correzione di mercato sembra offrire già un punto d’ingresso. Inoltre grazie alla accurata selezione è possibile individuare aziende con prospettive di utili e di crescita più attraenti rispetto a molti titoli quotati nei mercati sviluppati.

da-kuk / Royalty-free / Getty Images


FinanciaLounge
29 Gennaio 2019
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