Semiconduttori, quattro motivi per rimanere ottimisti

di Antonio Cardarelli

Il settore dei semiconduttori ha subito un rallentamento ciclico, ma secondo Capital Group le prospettive di crescita futura restano intatte

Nonostante il calo registrato nella seconda metà del 2018, l’industria dei semiconduttori ha buone prospettive di recupero sul medio-lungo periodo. A sostegno della tesi ci sono quattro ragioni, elencate da Isaac Sudit, Analista di investimenti azionari di Capital Group.

RALLENTAMENTO CICLICO

Prima di snocciolare i motivi di ottimismo, Sudit si sofferma sul rallentamento. Una “pausa” fatta segnare da un’industria che negli ultimi anni ha letteralmente trascinato i titoli tecnologici. E l’analista di Capital Group individua una causa principale: la natura ciclica del settore. Come altri settori, quello dei semiconduttori ha pagato il rallentamento della crescita globale e la maturazione del mercato degli smartphone. Ma, precisa, Sudit, “i semiconduttori sono il fulcro dell’innovazione tecnologica”. Quindi le prospettive di lungo termine per il settore “restano decisamente ottimistiche”. Una crescita che potrebbe attestarsi sul 5-7% all’anno, lontana dal boom degli anni scorsi, ma comunque sostenuta.

INTERNET OF THINGS

La domanda di semiconduttori proveniente da produttori di smartphone come Samsung e Apple è in decelerazione. Ma il vuoto sarà probabilmente colmato da altre tipologie di costruttori tra cui quelli di automobili. Già oggi un’auto monta circa 30 circuiti integrati, che possono arrivare a 100 per le vetture di lusso. Altro settore “affamato” di elettronica è quello delle apparecchiature medicali. Senza tuttavia dimenticare “l’internet delle cose”, ovvero la miriade di prodotti di consumo collegati a internet. Ebbene, ogni oggetto intelligente avrà bisogno di un circuito e ogni circuito necessiterà di semiconduttori. Questo per permettere, ad esempio, al nostro frigo di comprare automaticamente il latte.

5G E SEMICONDUTTORI

Un’altra grande spinta al settore dei semiconduttori arriverà dalla rivoluzione del 5G. Maggiore velocità significa nuovi modelli operativi e, in ultima battuta, nuove tecnologie. Per sviluppare interfacce e dispositivi legati all’intelligenza artificiale, i colossi del web avranno bisogno di chip di ultima generazione.

Il Toro ha ancora gambe, ma cammina su singoli titoli

Il Toro ha ancora gambe, ma cammina su singoli titoli

OPERATORI DOMINANTI

Il terzo motivo a sostegno del settore dei semiconduttori riguarda la presenza di operatori dominanti. Nel 2003 esistevano 25 produttori di processori: oggi, dopo l’ondata di fusioni e acquisizioni (M&A) il comparto è sostanzialmente dominato da tre aziende: Intel, Samsung e Taiwan Semiconductor. Inoltre, in alcuni settori di nicchia opera un unico produttore. È il caso dell’olandese ASML, che sfrutta la litografia ultravioletta estrema per produrre chip più piccoli ed estremamente potenti.

“Capital Ideas” disponibile anche in Italia

“Capital Ideas” disponibile anche in Italia

RUOLO CHIAVE

Il quarto motivo che, secondo Sudit, incide positivamente sul futuro dell’industria dei semiconduttori riguarda il suo “ruolo chiave”. La dimostrazione arriva dai dati della Semiconductor Industry Association: nel 2018 le società di semiconduttori hanno generato un fatturato globale di 468,8 miliardi di dollari con un incremento del 13,7% su base annua. Un fatturato record, pur in presenza di una sensibile battuta d’arresto.

kynny / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
12 Giugno 2019
Partner
Top