Populismo politico, i settori da privilegiare e quelli da evitare

I settori dell’acciaio e bancario dovrebbero essere favoriti dalle implicazioni del populismo politico che, invece, rischia di penalizzare healthcare e multinazionali.

L’aumento del populismo politico è uno dei fenomeni che sta influenzando i mercati finanziari e, a cascata, le decisioni di portafoglio. In questo contesto, Nicholas J. Grace, gestore di portafoglio del Capital Group New World Fund (LUX), continua ad esaminare attentamente i possibili scenari e a valutare quali società potrebbero beneficiarne e quali risultarne svantaggiate.

Tra i settori che hanno accusato contraccolpi dal populismo politico figura il farmaceutico: i prezzi dei farmaci sono criticati pubblicamente dai politici finendo per alimentare il clima di incertezza rispetto al contesto normativo e per incidere in modo negativo sulle quotazioni azionarie delle case farmaceutiche. In parallelo, si assiste alla diffusione del diabete in tutto il mondo: un fenomeno che potrebbe portare a maggiori regolamentazioni e vigilanza dei produttori alimentari.

Un’altra area tenuta sotto osservazione da Nicholas J. Grace è quella relativa al carico fiscale delle multinazionali. Da un lato le autorità fiscali europee stanno spingendo l’acceleratore in maniera aggressiva sulla riscossione delle imposte da diverse società operanti negli Stati membri dell’Unione Europea, mentre, dall’altro, l’amministrazione Trump potrebbe adottare agevolazioni fiscali per il rientro dei profitti delle corporation USA dall’estero.

Per Nicholas J. Grace, invece, due settori che, dopo le deludenti performance degli ultimi periodi, potrebbero beneficiare di eventuali cambiamenti di politica sono il bancario e quello dell’acciaio. Investire nelle società dell’acciaio potrebbe rivelarsi una scelta giusta soprattutto se i leader politici decideranno di aumentare la spesa fiscale per incentivare la crescita. Ma, in ogni caso, le misure protezionistiche e le esportazioni cinesi di acciaio penalizzate dalle tariffe anti-dumping imposte negli USA e in Europa, dovrebbero favorire i produttori dell’acciaio.

“Per quanto riguarda infine le banche europee” conclude Nicholas J. Grace “potrebbero essere favorite da un superamento delle politiche dei tassi di interesse negativi. Inoltre, hanno registrato performance inferiori ai concorrenti statunitensi e sono negoziate a valutazioni più convenienti”.

** Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Capital Group




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2 Dicembre 2016
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