Giappone, lo yen forte non ha fermato la crescita degli utili aziendali

Politiche monetarie accomodanti e crescita economica superiore al potenziale continuano a favorire l’azionario del Giappone.

Il mix virtuoso di politiche monetarie accomodanti, un’espansione economica mondiale e uno slancio di profitti che non sembra frenato neppure dal rafforzamento dello yen, dovrebbero continuare a fornire un valido supporto all’economia del Giappone. È questa, in estrema sintesi la conclusione a cui giunge Nadège Dufossé, CFA, Head of Asset Allocation di Candriam Investors Group. L’esperta si è interrogata sul fatto se sia ancora valida la decisione, presa da Candriam l’estate scorsa, di assumere un posizonamento ‘overweight’ (sovrappeso) sui titoli giapponesi. Una domanda più che lecita, alla luce dell’extra rendimento delle azioni nipponiche rispetto a quelle mondiali ed europee, sia in valuta locale sia in euro, registrato negli ultimi mesi.

LA CONTINUITA’ NEL SEGNO DI ABE E KURODA

“Ora che Shinzo Abe si è assicurato un nuovo mandato e Haruhiko Kuroda è stato confermato come governatore della Banca centrale del Paese, stiamo cercando un nuovo catalizzatore” puntualizza Nadège Dufossé che, a tale proposito, scorge degli indizi positivi sia nelle politiche accomodanti che nell’espansione al di sopra del potenziale.

SPINTA DALLA CRESCITA GLOBALE

“Poiché il Giappone è ben posizionato per beneficiare dell’espansione economica mondiale, ci aspettiamo un secondo anno di crescita del PIL al di sopra del potenziale (1,3% nel 2018 dopo l’1,8% del 2017)” specifica l’esperta che, a proposito della Bank of Japan (BoJ) è convinta che un atteggiamento ancora accomodante della banca centrale dovrebbe spingere ulteriormente al rialzo la reflazione, prendendo le distanze dal percorso di irrigidimento intrapreso dalle altre banche centrali.

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IL CONTRIBUTO DELLE IMPRESE NAZIONALI

Infine, a coloro che segnalano il recente rialzo dello yen come potenziale ostacolo per i profitti aziendali, l’esperta spiega: “Dal momento che le società votate all’export risultano penalizzate da una divisa più forte, di norma un rafforzamento dello yen dovrebbe costituire un elemento negativo per i titoli dell’azionario del Giappone. Tuttavia, l’attuale espansione economica in allargamento coinvolge le imprese nazionali che contribuiscono in modo più significativo all’incremento complessivo del profitto. Osservando il solido slancio degli utili aziendali dall’inizio del 2017, il rafforzamento dello yen non sembra aver avuto effetti significativi: non dovrebbe quindi sorprendere che la correlazione Nikkei-Yen si sia interrotta negli ultimi mesi” conclude Nadège Dufossé.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Candriam Investors Group




8 marzo 2018
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