Europa, il rafforzamento strutturale dell’economia adesso offre solide garanzie

Previsioni di crescita riviste al rialzo, euro forte, saldi delle partite correnti ampiamente attivi: la zona euro si candida a nuovo porto sicuro del mondo.

“Le prospettive economiche non sono mai state così favorevoli in Europa e l’apparente situazione politica relativamente stabile nella zona euro è ancora più sorprendente per molti investitori” sostiene Nicolas Forest, Global Head of Fixed Income Management di Candriam Investors Group, alla luce dei continui progressi compiuti dall’Europa. Mentre le riforme strutturali sono ben avviate, l’area euro sta portando a termine l’unione bancaria, lavora a un possibile rafforzamento dell’unione fiscale e dovrebbe potenziare il Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM).

“Anche se la crescita europea resta ciclica, è importante sottolineare che le riforme strutturali in corso per rafforzare l’unione hanno determinato un sentiment positivo. Le idee del presidente Macron risultano ampiamente accettate dagli investitori e potrebbero rafforzare la credibilità dell’area euro” puntualizza Nicolas Forest, che ricorda un particolare non certo di secondo piano. Il fatto, cioè, che di recente il Fondo Monetario Internazionale (FMI) abbia rivisto le previsioni di crescita dell’area euro in rialzo all’1,9% per il 2018, abbassando al contempo le previsioni per il Regno Unito all’1,5%, ed esprimendo, peraltro, riserve sulla crescita degli Stati Uniti la cui solidità dipenderà dalla possibile riforma fiscale.

Infine, mentre gli attuali saldi delle partite correnti della zona euro dovrebbero rimanere ampiamente in attivo, intorno al 3%, le economie degli Stati Uniti e del Regno Unito rimarranno strutturalmente in deficit.

“Dopo diversi anni di difficoltà, la valuta europea si candida a diventare un vero porto sicuro. Certo, il mercato forse è molto compiacente, tendendo a ignorare il rischio catalano e quello relativo alle elezioni italiane, ma il rafforzamento strutturale dell’Europa è innegabile. In tale contesto, appare probabile che nel 2018 l’euro tornerà a un livello di equilibrio di 1,20 sul dollaro americano” conclude Nicolas Forest.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Candriam Investors Group




FinanciaLounge
26 ottobre 2017
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