Elezioni 2020 e Fed: il doppio paracadute per Wall Street

di Redazione

Secondo CANDRIAM il pessimismo sulle azioni nel secondo semestre è eccessivo. Federal Reserve ed elezioni nel 2020 sono un paracadute doppio per le azioni americane, senza dimenticare possibili sorprese da quelle europee

In base ai risultati degli ultimi sondaggi di metà giugno, i gestori di portafogli globali evidenziano un accentuato pessimismo sulla scia di diversi fattori: dalla persistente debolezza degli indicatori economici alle dispute commerciali tra Washington e Pechino, dalle forti attese per le prossime mosse delle banche centrali alla imprevedibilità delle dichiarazioni di Trump che con i suoi tweet è capace di scompaginare i mercati in qualsiasi momento.

PRESE DI PROFITTO DA PARTE DEI GESTORI

Sembra proprio che gli asset manager abbiano approfittato dell’ottimo primo semestre dei mercati finanziari per prendere profitto e mettersi in difesa. Tuttavia, secondo Nadège Dufossé, CFA, Head of Asset Allocation di CANDRIAM, tutto questo pessimismo sembra eccessivo.

OVERWEIGHT SULL’AZIONARIO PER IL SECONDO SEMESTRE

“Abbiamo beneficiato delle opportunità di mercato per rafforzare la nostra posizione sull’azionario nel secondo semestre. Cambieremo tale impostazione solo nel caso in cui il rallentamento economico dovesse peggiorare e se le banche centrali non si dimostrassero capaci di limitare l’attuale indebolimento dell’economia anche per effetto di una escalation nelle guerre commerciali” rivela infatti lo strategist.

ALLA RICERCA DI ALPHA

La quale, convinta della improbabilità di una recessione nel 2020, segnala come, anche sulla scia del sensibile calo dei rendimenti registrato a maggio, la vera sfida per gli investitori sia sempre di più la ricerca di extra rendimento (alpha).

IL DOPPIO PARACADUTE DI WALL STREET

In quest’ottica, Nadège Dufossé indica valutazioni e opportunità nei diversi mercati azionari a cominciare da Wall Street che, per la precisione, dovrebbe beneficiare di un ‘doppio paracadute’: la Federale Reserve e le elezioni presidenziali del 2020.
“La banca centrale USA si è schierata per un rilancio dell’economia e per assicurare condizioni finanziarie accomodanti. Una posizione, la sua, favorita anche dal più ampio margine di manovra a disposizione in tema di politica monetaria rispetto ad altre banche centrali” spiega la strategist che, passando a Trump reputa probabile un atteggiamento pro-crescita e pro-mercato azionario in vista della sua campagna per un secondo mandato. Il tutto, tiene poi a precisare Nadège Dufossé, senza dimenticare che la crescita statunitense resta ben intonata, come dimostrato dal miglioramento dei profitti aziendali, mentre le valutazioni più elevate dei titoli statunitensi sembrano giustificate.

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MERCATI EMERGENTI ORIENTATI ALLA CRESCITA

Passando ai Mercati emergenti, Nadège Dufossé segnala una loro peculiarità che rende particolarmente interessanti questi listini nel medio termine: tre dei primi quattro settori più importanti che compongono l’indice MSCI Emerging markets equity sono legati alla tecnologia, ai consumi e ai social media il che garantisce un track record di crescita. “Diventeremo di nuovo più costruttivi sulle azioni emergenti e in particolare sulla Cina, con la garanzia che possa essere raggiunto un accordo, anche temporaneo, con gli Usa e che gli indicatori economici si stabilizzeranno. Se la Cina riuscirà ad essere in grado di sostenere la propria crescita economica, la zona dei Paesi emergenti potrebbe almeno in parte recuperare il ritardo in termini di performance”, sottolinea la strategist.

LE POSSIBILI SORPRESE DELLA ZONA EURO

Secondo la quale anche la zona euro può riservare qualche gradita sorpresa. È vero, ammette Nadège Dufossé, che il limitato margine di bilancio e di manovra della Bce rispetto alla Fed, i rendimenti ancora negativi e l’esposizione a diversi rischi politici interni ed esterni, la rendono particolarmente vulnerabile. Tuttavia è altrettanto vero che le attuali quotazioni incorporano gran parte di questi rischi mentre molti investitori hanno alleggerito le posizioni o, addirittura, abbandonato la regione. “Proprio questo pessimismo imperante potrebbe creare le condizioni per qualche sorpresa positiva nel momento in cui la crescita dovesse mostrare segnali di stabilizzazione o le tensioni politiche dovessero ridursi di intensità” conclude Nadège Dufossé.

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9 Agosto 2019
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