Armi chimiche, tabacco e carbone esclusi da tutti i fondi Candriam

Il processo di esclusione verrà esteso a tutte le strategie attive della società, per un valore complessivo di 113 miliardi di euro.

Nuovo importante step nella politica di esclusione portata avanti, già da venti anni, da Candriam. La società ha annunciato l’intenzione di estendere il processo di esclusione da tutti i suoi fondi di attività controverse legate a carbone termico, tabacco, armi chimiche e biologiche e al fosforo bianco.

CARBONE E TABACCO

Entro il 31 dicembre di quest’anno Candriam introdurrà soglie di esclusione omogenee sull’intera gamma del patrimonio gestito. L’esclusione del carbone termico si basa su un livello di esposizione (diretto e indiretto) di massimo il 10%. Inoltre, Candriam metterà al bando tutte le società che promuovono nuovi progetti legati al carbone. L’esclusione del tabacco riguarda sia i produttori che i loro fornitori.

IMPATTO SUL LUNGO TERMINE

Si tratta di una serie di esclusioni in linea con i recenti impegni presi da Candriam, come il World No Tobacco Day, il Montreal Carbon Pledge, il Climate Action 100+ o l’Investor Agenda Initiative. La società crede fermamente che i trend di sostenibilità a lungo termine possano avere un forte impatto sulla performance delle aziende e si impegna ad allocare il capitale in settori che non comportino effetti negativi sulla società.

TRANSIZIONE ENERGETICA

“L’esclusione di carbone e tabacco dai nostri investimenti tradizionali – Naïm Abou-Jaoudé, CEO di Candriam e Chairman di NYLIM International – commenta si inserisce nel nostro impegno in materia di sostenibilità e dimostra la nostra ambizione a essere leader in questo campo. Il carbone è la fonte di energia più inquinante e anche la prima risorsa bloccata in un percorso di transizione energetica, mentre gli effetti dannosi del tabacco sono sempre più evidenti. Riconosciamo il ruolo importante svolto dalle società di gestione nell’affrontare importanti temi globali quali la salute e il clima”.

ATTIVITÀ CONTROVERSE

“Nel corso degli anni – aggiunge Vincent Hamelink, Chief Investment Officer – Investment Management di Candriam – abbiamo rilevato una preoccupazione crescente sul coinvolgimento in una serie di attività controverse. Candriam ritiene che i costi sanitari, sociali e ambientali siano fondamentali in un’analisi rischio-rendimento. Estendere la nostra strategia di disinvestimento ai nostri fondi tradizionali è il passo successivo logico in quanto gli investimenti in queste società sono sempre più incompatibili con i nostri obiettivi a lungo termine di rischio-rendimento e con i nostri target di sostenibilità come la 2 Degrees Initiative”.

IMPEGNO SULL’SRI

Leader negli investimenti sostenibili e responsabili dal 1996, Candriam ha costruito, nel corso degli anni, uno dei maggiori team SRI dedicati in Europa e la più ampia gamma di strategie SRI pure in Europa. Il forte impegno di Candriam in questo campo ha portato la società a integrare sempre i criteri ESG nei processi d’investimento di tutti i suoi prodotti tradizionali. Attualmente la società gestisce 30 miliardi di euro di AUM investiti in strategie SRI pure. Con l’estensione del processo di esclusione a tutte le strategie attive, smart beta, indicizzate e alternative la quota toccherà i 113 miliardi di euro.

Investimenti sostenibili, Candriam premiato per la quarta volta nei PRI

Investimenti sostenibili, Candriam premiato per la quarta volta nei PRI

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Candriam Investors Group

fermate / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
12 settembre 2018
Partner
Top