Tassi ai minimi, le strategie di portafoglio che possono fornire valore

Da diversi anni siamo entrati in un ambiente di tassi di interesse in caduta, sia a breve che a lungo termine. Ci sono diverse possibili vie d’uscita da questo scenario. Per assistere a un rialzo dei tassi occorre una svolta importante della crescita potenziale, dell’inflazione, della politica dei tassi, della politica monetaria non convenzionale, della politica fiscale, dei bilanci delle banche centrali, oppure l’esplosione di una bolla. Al contrario, una stagnazione di lunga durata, tema attualmente molto dibattuto negli Stati Uniti, costituisce senza dubbio una minaccia maggiore per l’Europa: la demografia, il peso del debito pubblico e del debito privato, scarsi investimenti, scarsa integrazione nell’Eurozona, sono tutti fattori che minacciano la crescita.

Per Amundi Asset Management, la via d’uscita esiste ma necessita di un salto di qualità: occorre accettare che lo stato di salute dell’Eurozona non venga circoscritto a una questione di solvibilità finanziaria. Aprire questa strada dipende dalla capacità di realizzare investimenti progettati per la crescita e l’occupazione di domani con l’obiettivo di produrre aumenti maggiori di produttività e maggior potenziale di crescita, che a loro volta determineranno la capacità di ripagare il debito.

In attesa di questo passaggio fondamentale per una soluzione strutturale all’ambiente di tassi a zero (e negativi), l’industria del risparmio gestito si è gradualmente adattata a questo nuovo mondo. Le conseguenze di questo ambiente sul modello di business delle società di gestione sono numerose.

Occorre riesaminare il concetto di asset a rischio zero, come vengono costruiti i portafogli (specialmente il ruolo e il peso dei titoli di Stato), il concetto stesso di diversificazione, il numero di fondi che sia utile e fattibile detenere e, infine, andrà rivista, al ribasso, la struttura delle commissioni di gestione. Sarà anche necessario un filtro della qualità di esecuzione del trading e focalizzarsi sui servizi di advisory come fattore di differenziazione. Non solo. L’ambiente dei tassi bassi ha anche portato ad abbassare il livello dei ritorni attesi dal reddito fisso e, come risultato, da tutti i portafogli che comprendano bond, sia per come sono progettati sia a titolo protettivo.

Gli esperti di Amundi AM, pur al netto di tutte queste problematiche, ritengono che ci siano diverse soluzioni che consentono di conseguire ritorni positivi di portafoglio. Innanzitutto occorre incrementare la duration (ovvero la scadenza media dei titoli in portafoglio) e accettare un maggiore rischio di credito (ovvero esporsi in modo più significativo a emissioni con rating più basso e rendimento più alto).

Si può inoltre aumentare la leva finanziaria e beneficiare delle distorsioni nelle curve dei rendimenti, così come cercare asset sottovalutati in quanto trascurati, o selezionare asset con rendimenti più elevati e volatilità contenuta (Asset Backed Security, infrastrutture, debito privato, etc.). È praticabile poi un maggior ricorso alla componente valutaria e, inoltre, rivedere la costruzione dei benchmark utilizzati (con approcci svincolati e flessibili), utilizzare strategie di ritorno assoluto e ricorrere a investimenti su asset reali.

È tuttavia evidente che, in mancanza delle competenze e del tempo da dedicare alla implementazione delle strategie e alla manutenzione del portafoglio, sia raccomandabile la consulenza di un esperto di fiducia il quale, in funzione delle effettive esigenze del risparmiatore, possa stabilire il corretto profilo di rischio/rendimento complessivo del portafoglio.




FinanciaLounge
15 Maggio 2016
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