Healthcare: investire nel business, non nella scienza

di Redazione

Per Vinay Thapar, gestore di AllianceBernstein, occorre focalizzarsi sulle forze che guidano il cambiamento nel settore sanitario

Con un gioco di parole si può dire che durante la flessione del mercato dello scorso anno le azioni del settore healthcare abbiano funzionato da antidolorifico per i portafogli, visto che l’indice generale MSCI World ha perso l’8,7% e i titoli del settore sanitario hanno guadagnato il 4,8%. Considerare questo comparto semplicemente come un investimento difensivo è però riduttivo, perché non coglie tutte le opportunità che questo settore può offrire: case farmaceutiche, produttori di strumentazioni mediche e fornitori di servizi di assistenza sanitaria potranno beneficiare di importanti trend che potranno tradursi in interessanti ritorni per gli investitori. “Investire in maniera efficace in titoli healthcare richiede un set di competenze unico nel suo genere. Non si tratta di avere un occhio scientifico”, avverte Vinay Thapar, gestore di AB International Health Care Portfolio, un comparto a 5 stelle Morningstar. “Il primo step è evitare di azzardare previsioni sull’esito dei test di nuovi medicinali, una pratica difficile anche per i migliori scienziati. E’ più opportuno focalizzarsi sulle tre forze che al momento guidano il cambiamento nel settore sanitario: l’innovazione, la struttura dei prezzi e la politica”.

COME L’INNOVAZIONE CAMBIERÀ L’INDUSTRIA DELLA SANITÀ

L’innovazione scientifica ha sostenuto lo sviluppo della sanità per decenni, sottolinea Thapar, ma la rivoluzione tecnica è ancora nella sua infanzia. Occorre guardare oltre gli strumenti di ultima generazione o la biotecnologia per capire come l’innovazione potrà cambiare i contorni dell’industria: la robotica, ad esempio, sta già cambiando le procedure chirurgiche, i trattamenti per Alzheimer e per i disturbi cardiovascolari aiuteranno a combattere i costi fisici ed economici degli effetti demografici.

LE DINAMICHE POLITICHE STABILIRANNO NUOVI STANDARD DI PREZZO

Le politiche dei governi in campo sanitario sono un elemento chiave nel determinare il successo o il fallimento di un business. Nel mondo i sistemi sanitari stanno subendo gli effetti dell’aumento dei costi che vanno a pesare sempre di più sulle tasche dei cittadini, nello stesso tempo la domanda dalle economie emergenti è in aumento ed è probabile che anche la loro spesa salga, nel tentativo di migliorare la qualità del servizio. Questi trend stabiliranno nuovi standard di prezzo per trattamenti, tecnologia e servizi.

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LA RELAZIONE TRA INNOVAZIONE E PRICING

Nella sanità innovazione e pricing hanno una relazione curiosa. Mentre nella tecnologia l’innovazione migliora la performance e abbassa i costi in maniera esponenziale, nella sanità accade il contrario, l’innovazione tende a far salire i prezzi. Venti anni fa, ad esempio, i pazienti malati di cancro pagavano 200 dollari al mese per una chemioterapia dal successo limitato; oggi alcuni trattamenti possono curare la malattia con pochi effetti collaterali, ma a un costo di 100.000 dollari. “In molti casi, gli investitori devono chiedersi se tali prezzi sono realistici”, avverte il gestore di AllianceBernstein. “Mentre i prodotti molto costosi possono spingere utili e margini di una società, essi possono rivelarsi una debolezza nel caso in cui dinamiche di mercato o decisioni politiche dovessero forzarne un taglio del prezzo”.

I FONDAMENTALI PER AVER SUCCESSO NEL LUNGO PERIODO

Per il gestore di  AB International Health Care Portfolio , poi, le aziende innovative con un posizionamento tale da poter avere successo nel lungo termine, nonostante le pressioni politiche e sui prezzi, dovrebbero possedere alcune caratteristiche specifiche, come un ritorno sul capitale investito (Roic) elevato o in miglioramento, forti tassi di reinvestimento, bilanci solidi e un business con un vantaggio competitivo durevole. Il gestore di AllianceBernstein invita invece a fare molta attenzione alle società alla ricerca di un aumento degli utili a spese della redditività, ai gruppi molto attivi in ottica M&A, specialmente se fortemente indebitati o con un fatturato fortemente dipendente da un piccolo gruppo di prodotti, e alle società la cui crescita futura dipende dal successo di un unico test.

ipopba / iStock / Getty Images Plus


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8 Agosto 2019
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