Obbligazionario, il valore aggiunto dei due motori di diversificazione

Ecco il fondo alternative multistrategy basato su strategie long/short credit, con una fonte di diversificazione nell’event driven e nel systematic macro globale.

Si aspetta che la BCE cominci a ridurre la quantità di asset acquistati e che inizi una graduale riduzione del programma di Quantitative Easing, ma crede che il tapering sarà graduale e sistematico. Al contempo, l’euro dovrebbe costituire un indicatore importante per capire quanto la BCE intenda essere aggressiva nell’applicare il suo programma di tapering.

Sono alcune delle convinzioni di Fadi Fattouh, Co-manager del Legg Mason EntrustPermal Alternative Income Strategy Fund che, in questa intervista, spiega cosa aspettarsi nei prossimi mesi nel mercato del credito e le strategie e il processo di investimento del suo fondo che evidenzia caratteristiche particolari.

Si tratta infatti di un comparto alternative multistrategy con un approccio di investimento multi-gestore. L’allocazione principale è su strategie long/short credit, con una fonte di diversificazione offerta da due strategie, una event driven ed un systematic macro globale.

Il portafoglio è stato studiato per avere una bassa correlazione con i mercati tradizionali obbligazionari ed anche azionari. Inoltre, trattandosi di una proposta liquid-alternative è un fondo pensato per avere una volatilità contenuta.

Che cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi e quali saranno gli effetti sul mercato del credito?

“Manteniamo un atteggiamento cauto ai mercati di credito e ciò si riflette nelle strategie long/short adottate dai nostri sub-gestori. Nel breve termine, l’attuale livello basso dei differenziali del credito in USA ed in Europa espone i mercati del credito ad un rischio di contrazione. D’altra parte un sensibile rialzo dei tassi d’interesse potrebbe provocare un rilevante incremento dei default nelle obbligazioni societarie ed un ampliamento dei differenziali per i titoli di credito. Riteniamo pertanto che le opportunità nell’ambito delle obbligazioni societarie siano ideali per chi adotta un approccio sia long (rialzista) che short (ribassista) mantenendo, al contempo, in modo opportunistico una bassa esposizione netta al mercato, conservando la liquidità per occasioni future e concentrandosi sui catalizzatori che determineranno l’evoluzione dei mercati”.

Cosa pensa invece del debito dei mercati emergenti?

“Dal momento che riteniamo possibile un’ulteriore crescita delle valutazioni del debito dei mercati emergenti, abbiamo deciso di inserire nel marzo di quest’anno all’interno del nostro panel un nuovo sub-gestore con focus esclusivo su strategie long/short credito dell’ambito dei mercati emergenti. Le opportunità tendono infatti ad essere di natura specifica e preferiamo essere in grado di coglierle attraverso un operatore capace di adottare posizioni sia long (rialziste) che short (ribassiste)”.

A questo proposito, quali sono i vantaggi di allocare gli asset ad un gruppo selezionato di sub-gestori?

“Il vantaggio principale è quello di poter personalizzare l’esposizione del portafoglio in base alla tipologia di strumenti e strategie che offrono a nostro avviso le maggiori opportunità di rendimento. Inoltre, contrariamente a quanto succede in un fondo di fondi, possiamo disporre della totale trasparenza in merito all’attività svolta dai sub-gestori nonché personalizzare le strategie e le esposizioni in modo dinamico, rispetto a quelle che sono le nostre view di mercato in ogni momento”.

Quali sono le aree geografiche o i settori che offrono le migliori opportunità?

“Crediamo ci sia valore nell’ambito del credito strutturato e ricerchiamo un’esposizione a questa asset class mediante la selezione di titoli non-agency RMBS e mediante un’esposizione sintetica su CMBX e altre tipologie di ABS (asset backed securities). Il tasso variabile offerto da molti di questi strumenti può rappresentare a nostro avviso una valida fonte di rendimento per investitori alla ricerca di una protezione dall’aumento dei tassi d’interesse nel breve termine. Gli uragani che hanno colpito di recente la parte sudorientale degli Stati Uniti hanno causato un ampliamento degli spread dei titoli non-agency RMBS, ma riteniamo che i fondamentali si mantengano solidi. Anche i mercati emergenti offrono opportunità uniche e specifiche per ottenere risk-adjusted returns interessanti se paragonate al credito high yield dei mercati sviluppati; un esempio su tutti è quello dell’Argentina, un Paese che sta attraversando una fase di cambiamenti strutturali”.

Come gestite in generale i rischi del portafoglio?

“Il comparto è gestito come un fondo di mandati e ci consente di monitorare l’esposizione del portafoglio a uno specifico mercato e a determinati titoli su base giornaliera: possiamo pertanto limitare l’esposizione, se lo riteniamo opportuno, a una particolare asset class in qualsiasi momento. Gestiamo i rischi di portafoglio calibrando l’allocazione a sub-gestori in grado di ottenere risultati non correlati tra loro, diversificando sia a livello di sub-gestore che di strategie” Infine, quali fattori potrebbero influenzare positivamente la strategie nei prossimi mesi?

E quali, invece, i rischi maggiori all’orizzonte?

“Il fondo è ben posizionato per trarre vantaggio dalla propria esposizione diversificata in uno scenario per esempio di volatilità in aumento. L’allocazione ai due motori di diversificazione – rispetto alle strategie core long/short su credito – rappresentati dalle strategie Systematic Global Macro e Event Driven dovrebbe contribuire inoltre a neutralizzare l’impatto negativo derivante da un aumento dei tassi di interesse. Lo scenario di rischio principale potrebbe essere rappresentato da un continuo rialzo dei mercati azionari, situazione nella quale i risultati del fondo potrebbero risultare meno brillanti di quelli del mercato”.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Legg Mason




FinanciaLounge
2 ottobre 2017
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