Investitori europei preoccupati più del presente che del futuro

Solo il 35% degli europei investe i propri risparmi: un dato inferiore agli Stati Uniti (51%), all’Australia (46%) e alla media globale (45%) e quasi la metà dell’Asia (64%)

Gli italiani sono i più previdenti tra gli europei, dopo gli svedesi: il 42% di loro (rispetto al 35% della media europea), infatti, ricorre ad investimenti. Inoltre, soltanto un italiano su cinque dichiara di pensare esclusivamente al presente e il 59% afferma di volersi impegnare di più per il proprio futuro: una scelta che verrebbe adottata da una percentuale maggiore se fossero presenti anche incentivi fiscali.

Sono questi alcuni dei risultati più rilevanti della nuova edizione della Global Investment Survey 2017 realizzata da Legg Mason, condotta attraverso un panel online tra il 12 gennaio e il 10 febbraio 2017 in 17 Paesi raccogliendo dati da 15.300 investitori.

A livello aggregato, non più del 35% degli investitori europei investe, meno della media globale (45%), degli Stati Uniti (51%), dell’Australia (46%) e, soprattutto, dell’Asia (64%). Uno degli aspetti più critici emersi è quello relativo al 17% degli europei che ammette di “non preoccuparsi del domani, ma solo dell’oggi”, sia nella gestione delle proprie finanze che nella vita in generale.

Le ragioni di tale atteggiamento? Un mix di pessimismo, materialismo e ignoranza. Il 32% di loro spiega di non potersi permettere di risparmiare o di investire, per cui “tanto vale non pensarci”, il 22% sceglie di spendere subito la propria liquidità, e il 14% confessa di non essere in grado di pianificare a lungo termine.

Un altro 46% degli europei, invece, dichiara buone intenzioni: sarebbe predisposto a una maggiore pianificazione ma purtroppo, almeno per ora, non ci riesce. Nel loro caso, incentivi fiscali (23%), una promozione al lavoro o un aumento del livello salariale (36%) potrebbero contribuire ad un maggiore risparmio e, quindi, maggiori investimenti.

Infine, per quanto riguarda gli obiettivi alla fine del proprio percorso lavorativo, quelli primari sono, nell’ordine, disporre di una buona pensione (60%), conservare il proprio standard di vita (59%), viaggiare (55%) e aiutare la famiglia, per esempio pagando l’educazione scolastica dei nipoti (51%). Quest’ultimo dato varia tuttavia molto di Paese in Paese: conta molto in Italia (60%) e molto meno nel Regno Unito (43%).

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Legg Mason




FinanciaLounge
7 settembre 2017
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