Tobagi: “Privilegiare gli asset legati al ciclo economico”

Mercati nel 2018, secondo l’investment strategist di Invesco la crescita sincronizzata ha buone probabilità di proseguire.

Con l’anno che volge al termine, è giunto il momento di pensare a come investire al meglio nel 2018. Invesco ha raddoppiato gli sforzi fornendo due punti di vista sui mercati: una del capo economista John Greenwood e l’altra di Luca Tobagi, investment strategist di Invesco, che ovviamente si inserisce nella lettura globale del primo. “Il quadro macroeconomico è favorevole – ha spiegato Tobagi – e la ripresa rimane sincronizzata a livello mondiale. Dunque, in base alle attuali premesse, il 2018 rimane favorevole alle attività finanziarie più sensibili al ciclo economico. Si tratta, ovviamente, di attività considerate più rischiose come le azioni. Ma anche le obbligazioni di tipo investment grade e high yield beneficeranno del miglioramento del credito”.

Tuttavia, molti osservatori vedono un rischio bolla dietro la crescita, apparentemente ininterrotta, del mercato azionario: “Le azioni sono cresciute molto e gli USA in particolare si preparano a segnare la fase di espansione più lunga della loro storia – ha commentato Tobagi – ma valutazioni e comportamento non sono da bolla perché la crescita è stata graduale e non ripida. Potrebbe esserci una correzione fisiologica ma di lieve entità”. La chiave, secondo l’investment strategist di Invesco, sarà soprattutto in una diversificazione “efficace e non solo sulla carta”, pensata per avere un portafoglio con attività “poco correlate fra loro”, in grado di “mitigare il profilo di rischio senza lasciare rendimenti sul tavolo”.

APPROFONDIMENTO
Guarda l’intervista a Luca Tobagi di Invesco sull’outlook 2018

Per quanto riguarda le politiche della BCE, Tobagi ha invitato a distinguere tra i punti fermi dettati da Draghi e altri eventi ancora incerti. Nella prima categoria ricade la tempistica di intervento sui tassi, sicuramente “posteriore rispetto alla fine del programma di acquisti”. Mentre non è affatto scontato che il dopo settembre gli acquisti passeranno da 30 miliardi di euro a zero: “L’inflazione è ancora debole nonostante un miglioramento dell’economia nell’area euro. Tuttavia, nessun banchiere centrale vuole passare alla storia per aver fermato la ripresa con una politica sbagliata, quindi ci aspettiamo una BCE ancora accomodante per tutto il 2018”.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Invesco

FinanciaLounge
12 dicembre 2017
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