Recupero crediti deteriorati, perché l’Italia può diventare un esempio per l’Europa

Gli NPL restano una spina nel fianco per le banche italiane, ma negli ultimi trimestri la situazione è in miglioramento. Grazie anche a un modello esportabile di cartolarizzazioni.

I crediti deteriorati (NPL) rappresentano il punto debole delle banche italiane. Ma negli ultimi trimestri, grazie anche al netto miglioramento del clima economico del nostro paese, si è registrata una accelerazione del calo delle sofferenze. Quelle nette, ovvero le sofferenze al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse, a ottobre 2017 si sono attestate a 66 miliardi di euro, un valore in forte calo rispetto agli 86,9 miliardi di dicembre 2016: in particolare la riduzione è di poco meno di 23 miliardi rispetto agli 88,8 miliardi di novembre 2015 (massimo post crisi 2008).

Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali si è ridotto al 3,79%, rispetto al 4,89% di dicembre 2016. Nel 2018 le stime indicano che le cartolarizzazioni (ABS ) sugli NPL dovrebbero attestarsi a 40-45 miliardi: la sfida per l’Italia è quella di riuscire a sviluppare un mercato primario e secondario della ABS di NPL tale da rappresentare il modello di riferimento per i crediti deteriorati di tutta Europa. Le cartolarizzazioni degli NPL possono essere di due tipi: senza garanzia e con garanzia GACS. La Garanzia cartolarizzazione sofferenze (GACS) è concessa dal Tesoro italiano per agevolare lo smaltimento delle sofferenze bancarie. Lo Stato garantisce le tranche senior che sopportano da ultime le eventuali perdite derivanti da recuperi sui crediti inferiori alle attese. Le garanzie sono concesse a fronte del pagamento di una commissione periodica al Tesoro.

Le cartolarizzazioni su NPL senza garanzia possono arrivare ad offrire un rendimento tra il 4% e il 5%, livello comparabile con gli high yield euro e con il debito emergente. Il rendimento delle cartolarizzazioni degli NPL con garanzia GACS è invece solo marginalmente superiore a quello di un titolo di stato, ma il vantaggio è notevole per la banca che lo emette e può essere usato come parcheggio della liquidità. L’ABS del credito deteriorato con garanzia GACS è un titolo a cedola variabile che paga uno spread di 50 centesimi sopra l’Euribor (che oggi si attesta a -0,30%): il rendimento positivo (0,20%) è conveniente rispetto ad un CCT con vita media 5 anni che esprime attualmente un rendimento dello 0,06%.

Dal punto di vista della banca, invece, la convenienza a utilizzare la garanzia GACS sembra evidente. Le prime quattro cartolarizzazioni con garanzia GACS finora attivate si sono viste riconoscere un prezzo di vendita delle sofferenze bancarie tra il 27,2% e il 33,9% a dimostrazione di come aumenti sensibilmente il vantaggio per le banche cedenti, visto che di solito gli NPL ceduti senza garanzia GACS non riescono a spuntare pagamenti superiori al 20%.

FinanciaLounge
3 gennaio 2018
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