Oltre le criptovalute: l’investimento “intelligente” si nasconde nella blockchain

Mentre non è chiaro se bitcoin & co. possano diffondersi a livello popolare, la tecnologia blockchain costituisce un’opportunità a lungo termine in settori come finanza, sanità e sharing economy.

Le criptovalute sono cresciute rapidamente in popolarità dal 2008, e oggi vantano più di 1.000 declinazioni con un valore aggregato maggiore rispetto alla capitalizzazione di mercato di 300 miliardi di dollari. Secondo diversi osservatori, tuttavia, c’è il forte dubbio che possano diventare mai valute popolari.

Il vincolo per le aziende e per i privati di dover pagare le entrate fiscali in valute emesse da istituzioni pubbliche e l’offerta potenzialmente illimitata e senza le garanzie tipiche di controllo di un istituto centrale, rappresentano ostacoli significativi all’adozione universale delle criptovalute. Inoltre l’aumento vertiginoso delle valutazioni delle criptovalute negli ultimi mesi è assimilabile ad una bolla speculativa: basti pensare che nel 2017 il bitcoin, la più conosciuta criptovaluta, ha registrato un balzo del +1.500%.

In ogni caso, mentre esistono dubbi sul fatto che le criptovalute possano diventare uno dei mezzi di scambio principale, ci sono maggiori certezze riguardo l’impatto che la tecnologia sottostante (blockchain) avrà sulle industrie: dalla finanza alla produzione di beni e servizi, dall’assistenza sanitaria alle utilities. La blockchain è il data base di tutte le transazioni avvenute in criptovaluta in cui sono registrate e salvate le informazioni relative a ogni scambio avvenuto nel network.

Secondo un recente studio di UBS, si stima che la blockchain potrebbe aggiungere fino a 300-400 miliardi di dollari del valore economico annuale a livello mondiale entro il 2027. Gli analisti svizzeri sono arrivati alla conclusione che l’investimento nell’onda blockchain è simile all’investimento in internet a metà degli anni ’90.

La blockchain potrebbe portare a significative implicazioni tecnologiche nel prossimo decennio ma, almeno per il momento, le lacune tecnologiche ancora da risolvere non rendono chiaro quali specifiche applicazioni saranno più utili o redditizie, mentre i ricavi e la redditività effettive associate all’industria sono attualmente limitate. Nonostante queste imponenti sfide, gli investitori che cercano le opportunità a lungo termine nella tecnologia blockchain possono cominciare a posizionarsi in due grandi gruppi: nei player tecnologici (nei settori software, semiconduttori e piattaforme internet) e nelle società innovative e di successo attive nella finanza, nella produzione di beni e servizi, nell’assistenza sanitaria, nelle utilities e nella sharing economy.

FinanciaLounge
3 gennaio 2018
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