News & Views – 03 gennaio 2018

Insight dalla redazione di FinanciaLounge su quello che si muove nelle economie e nei mercati.

Gli euroscettici avanzano
Continua il movimento tettonico centrifugo in Europa, a 18 mesi dalla Brexit. La crescita dei partiti euroscettici è destinata a guadagnare forza nel 2018, secondo un report dell’Institute for Global Change, un think thank vicino all’ex premier britannico Tony Blair. Nel mirino i partiti considerati anti-europei in Italia, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca. Secondo il report il populismo potrebbe diventare la ‘nuova normalità’ in Europa. Dal 2000 i voti a favore dei partiti populisti del continente sono triplicati, dall’8,5% a oltre il 24% mentre nello stesso periodo i paesi europei che hanno visto partiti populisti fare ingresso al governo sono raddoppiati da 7 a 14. E il trend è destinato a continuare nei prossimi round elettorali, anche se non saranno intaccate le fondamenta delle democrazie liberali. Secondo l’Insitute for Global Change gli euroscettici dovrebbero raccogliere molti consensi alle elezioni italiane di marzo, sulle quali i mercati hanno già acceso i riflettori, come ha notato recentemente FinanciaLounge. I test sulla tenuta europea vanno avanti da 18 mesi, quando i britannici votarono la Brexit, poi è toccato alla Francia, con la sconfitta della Le Pen, alla Spagna con la Catalogna, alla Germania e all’Austria con le affermazioni elettorali (e a Vienna anche governative) dell’ultra-destra. Nel 2018 si continua.

E il sogno di Schulz affonda
La proposta dell’ex presidente del Parlamento europeo e leader della SPD tedesca Martin Schulz di dar vita agli Stati Uniti d’Europa si sta letteralmente frantumando, almeno secondo un sondaggio di YouGov condotto sul terreno nei diversi stati dell’Unione. E infatti le trattative con Angela Merkel per dar vita a un nuovo governo di ampie intese, che Schulz ha condizionato alla presa in considerazione della sua proposta come punto programmatico, affondano nelle sabbie mobili. Secondo il sondaggio di YouGov condotto su 8.138 persone in sette paesi della UE, sei contro uno sono a sfavore, con la sola Francia favorevole alla proposta. Gli stessi tedeschi, insieme a britannici, svedesi, finlandesi, danesi e norvegesi, rigettano l’idea di un programma per dar vita agli Stati Uniti d’Europa entro il 2025, come proposto da Schulz. Gli inglesi lo approvano solo al 10% con il 48% nettamente contrari, in Germania le distanze sono meno grandi con i no al 33% e i sì al 30%. In Scandinavia la situazione è simile a quella britannica, con i favorevoli poco sopra il 10% e i decisamente contrari intorno al 50%. Solo i francesi ci credono, 28 sì e 26 no ogni 100 persone. Forse perché pensano che un’Europa modello USA possa avere una sola capitale, Parigi, e un solo presidente possibile, Napoleon Macron.

Il sorriso perfetto batte tutti a Wall Street
Una chart stellare, da titoli della new economy nel 1999. Nei dodici mesi del 2017 ha portato a casa un guadagno del 138%, battendo tutti gli altri componenti dello S&P 500. Non stiamo parlando di una startup della sharing economy o di internet of things ma di un business tutto sommato tradizionale, quello degli apparecchietti per raddrizzare le dentature un po’ spettinate e ottenere un sorriso smagliante e perfetto. Si tratta di Align Technology Inc., scovato da Bloomberg e produttore di Invisalign, l’apparecchio dentale appunto, che ha battuto tutti a Wall Street. I numeri della società basata a San Jose, California, non sono particolarmente grandi, almeno per gli standard americani: ricavi per $1,49 miliardi nel 2017, contro un fatturato medio delle società che compongono lo S&P 500 che viaggia intorno ai $22 miliardi. A sostenere la crescita due categorie di consumatori: teenager americani e la Cina. Secondo gli analisti il titolo resta da comprare nonostante la performance stellare del 2017. Per 11 dei 12 broker che la coprono, Align resta un BUY, con un target price medio a $273,73 sulla distanza di 12 mesi, un upside stimato del 21% rispetto alla chiusura d’anno. Align non è un caso isolato, ben 4 dei 20 titoli dello S&P 500 che hanno performato meglio nel 2017 sono del settore sanitario: Vertex Pharmaceuticals, Centene, Illumina e Intuitive Surgical.




FinanciaLounge
3 gennaio 2018
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