Idee di investimento – Obbligazioni – 12 giugno 2017

Sovrappeso sull’euro rispetto al dollaro. Riduzione del sovrappeso nei titoli di stato USA. E la conferma della preferenza nel debito emergente in valuta locale. Sono queste le principali indicazioni mensili emerse nell’articolo “Emergenti in valuta locale, la più conveniente asset class obbligazionaria” in ambito obbligazionario della Pictet Asset Management Strategy Unit (PSU), il gruppo di investimento responsabile delle linee guida di asset allocation in ambito azionario e obbligazionario, nonché in materia di valute e di commodity.   “Dal punto di vista economico i paesi emergenti continuano a superare quelli avanzati e le vendite al dettaglio evidenziano finalmente una ripresa grazie a una disoccupazione ai minimi e alla stabilizzazione dei salari reali. Anche le divise dei paesi emergenti appaiono estremamente sottovalutate e dovrebbero beneficiare di una prolungata flessione del dollaro” concludono gli esperti della PSU.

 

Jeremy Cunningham, Investment Specialist di Capital Group, invece, nell’articolo “Obbligazioni societarie, quelle USA più attraenti rispetto a quelle europee” spiega perché ritiene che i mercati del reddito fisso USA continueranno a rappresentare un’opportunità interessante per gli investitori europei. In primis la Fed, pur continuando ad aumentare i tassi, normalizzerà la propria politica monetaria ad un ritmo graduale e solo nella misura in cui esso consenta di mantenere i tassi entro il range a lungo termine indicato. In secondo luogo, visti i potenziali ostacoli che potrebbero incontrare i piani di Trump riguardo all’economia degli Stati Uniti ma anche le possibili implicazioni positive che si avrebbero se essi dovessero essere attuati gradualmente, le prospettive sul settore del reddito fisso (e, più in particolare quelle del credito) statunitense sono positive. “Gli investitori europei dovrebbero ricordare che le tendenze economiche a lungo termine sono state positive per i mercati del reddito fisso USA: una ripresa costante e tassi bassi forniscono un contesto favorevole per le imprese” spiega Jeremy Cunningham, secondo il quale, mentre i fondamentali e la dinamica domanda-offerta continuano ad essere positivi, un ampliamento dell’esposizione verso gli USA porta con sé i vantaggi della diversificazione e un’opportunità di rendimento per i portafogli degli investitori europei.

A proposito di diversificazione, gli ‘investimenti alternativi’, ovvero quel set di strumenti finanziari che esulano dal tradizionale mercato fatto di azioni, obbligazioni e liquidità, rappresentano una parte fondamentale nelle strategie di investimento diversificate. Investire in asset alternativi è utile per variare la propria strategia, rendendola meno dipendente dalle oscillazioni dei mercati. Inoltre, come argomentato nell’articolo “Strategie alternative, diversificare per rispondere alle oscillazioni dei mercati”, un approccio multi asset consente di essere più reattivi di fronte a movimenti repentini del mercato sul breve periodo e, a patto di selezionarli con cura, questi investimenti riescono ad offrire un extra rendimento che impreziosisce il portafoglio. Secondo gli esperti di Fidelity International, tra gli asset alternativi più interessanti, in questa prima parte dell’anno, figurano l’immobiliare, i metalli industriali, le infrastrutture e i prestiti. Il settore immobiliare, in particolare, può contare su fondamentali solidi e rendimenti stabili, soprattutto nell’Europa continentale, e in vista del futuro stop del quantitative easing.

Non a caso, nell’attuale contesto di incertezza globale, i fondi sovrani e le banche centrali tendono a rinviare le decisioni più importanti in materia di asset allocation ma restano determinati a puntare sull’immobiliare. È una delle principali evidenze emerse nell’articolo “Fondi sovrani, il contesto di incertezza globale spinge l’investimento immobiliare” che riprende i dati del quinto report annuale ‘Invesco Global Sovereign Asset Management Study’, che approfondisce il complesso comportamento d’investimento di 97 investitori istituzionali (fondi sovrani e banche centrali). Il 67% degli investitori ‘sovrani’ ha dichiarato di aver sovrappesato il settore immobiliare globale nel 2016 mentre il 46% prevede di aumentare le posizioni quest’anno. Le ragioni per le quali i fondi sovrani sono inclini a puntare sull’immobiliare sono molteplici: dagli spazi di sfruttamento dell’alfa della liquidità al potenziale di generazione di reddito a fronte delle passività di medio-lungo termine fino al potenziale di internazionalizzazione e controllo.

Intanto, con le azioni e le obbligazioni che sembrano entrambe piuttosto costose, gli investitori guardano alla liquidità come risposta tattica efficace in questo contesto. “È stata coniata un’espressione per giustificare la corsa agli investimenti azionari: TINA (there is no alternative, Non c’è alternativa). Ma ora penso che l’espressione più appropriata per questo mercato sia CITA (cash is the alternative, la liquidità è l’alternativa)”, ha dichiarato nell’articolo “Tra azioni e obbligazioni l’alternativa è la liquidità” Doug Kass, presidente di Seabreeze Partners, una boutique finanziaria americana specializzata in gestioni e investimenti alternativi, secondo il quale un incremento della componente di liquidità in portafoglio rappresenta una mossa tattica efficace, in attesa di una correzione che permetterebbe di rientrare in borsa a prezzi più convenienti.




FinanciaLounge
12 giugno 2017
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