Idee di investimento – Obbligazioni – 09 ottobre 2017

“Continuiamo a vedere solidi flussi in entrata nel mercato obbligazionario, in particolare nel segmento delle obbligazioni societarie (credito). La domanda statunitense resta sostenuta, con flussi positivi per 3,5 miliardi di dollari Usd nella settimana del 22 settembre 2017, mentre il rialzo dei tassi ha provocato un aumento degli acquisti da parte degli investitori esteri” specifica, nell’articolo “Perché restare positivi sul rischio nell’universo obbligazionario”, il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management. Alla luce di tutto questo il team resta positivo sul rischio nell’universo obbligazionario. “Con tassi reali compressi e quotazioni sui massimi, riteniamo che il contesto favorisca le opportunità relative value. Preferiamo aggiungere carry (extra rendimento cedolare) con prudenza fino a quando gli indicatori anticipatori non segnaleranno un aumento molto più rapido dell’inflazione o un rallentamento della crescita” conclude il team.

Uno dei temi di discussione nelle scelte di investimento obbligazionarie è l’andamento del dollaro nei prossimi mesi. In attesa di vedere se e come la riforma fiscale sarà implementata dal presidente Trump, i tassi USA, sulla scia di un’inflazione al 2% nei prossimi mesi, dovrebbero sostenere il biglietto verde. “Se da un lato un forte rimbalzo del dollaro nei prossimi mesi è improbabile, dall’altro è estremamente plausibile che la correzione del la divisa americana sia finita” è questa la conclusione a cui giungono nell’articolo “Dollaro USA, la correzione dovrebbe essere finita” gli esperti di Amundi. I mercati stanno ora rivedendo al rialzo l’attesa traiettoria dei Fed Fund, facendo così salire i tassi USA ma, sottolineano i professionisti di Amundi, si tratta di una revisione al rialzo ancora troppo timida alla luce della riforma fiscale che sembra essere ora una priorità per l’amministrazione Trump. “Resta comunque da vedere come il Presidente americano riuscirà ad assicurarsi una maggioranza al Congresso e quali modifiche saranno apportate alla sua riforma prima che possa essere approvata” concludono gli esperti di Amundi.

Cambiando area geografica, l’esito del voto tedesco e quello del referendum in Catalogna in Spagna hanno riaperto le questioni politiche nella zona euro con implicazioni negative su moneta unica e BTP. “L’incertezza che si è aperta con il voto tedesco ha un impatto forte sull’euro. Prima delle elezioni non eravamo praticamente esposti in dollari, mentre oggi abbiamo inserito un’esposizione agli asset legati al biglietto verde. Pensiamo che l’euro possa correggere fino a 1,15, anche perché sul campo restano alcuni nodi irrisolti come il voto in Catalogna e le future elezioni in Italia che assumono una nuova veste dopo la tornata elettorale tedesca”, specifica, nell’articolo “Zona Euro, adesso le questioni politiche possono indebolire euro e BTP”, Arnoldo Valsangiacomo, Portfolio Manager di Ethenea Independent Investors. Lo stesso Valsangiacomo reputa anche i titoli di Stato italiani implicati negativamente dalla nuova situazione politica: “Dovrebbe persistere una certa tensione intorno ai BTP italiani, mentre lo spread si è allargato a seguito delle maggiori preoccupazioni che possono interessare l’area periferica dell’Europa di fronte a un irrigidimento della posizione tedesca su certi temi europei”, specifica il manager, ricordando, infine, che la BCE non potrà probabilmente calmierare del tutto le possibili tensioni visto che dovrà mettere mano al quantitative easing.

Resta il fatto che la maggior parte degli investitori italiani dichiara di sentirsi tranquillo dal punto di vista finanziario e incline ad assumere ulteriori rischi di investimento. Tuttavia, rimane vivo il timore di perdite. La chiave per conciliare l’esigenza di guadagno e la protezione del portafoglio è rappresentata dalla fiducia e dalla consulenza in materia di investimento. “Se in generale gli investitori italiani hanno fiducia nei loro consulenti, vi sono tuttavia una serie di servizi sui quali vorrebbero ricevere un maggior supporto. In particolare, vorrebbero che i propri consulenti li aiutassero a meglio comprendere i rischi li consigliassero in termini di pianificazione fiscale e offrissero loro investimenti che riflettessero i loro valori personali” puntualizza, nell’articolo “Il conflitto tra il desiderio di ottenere guadagni e proteggersi dal rischio”, Antonio Bottillo, Managing Director di Natixis Global Asset Management Italy, secondo il quale i consulenti hanno anche la possibilità di educare meglio i propri clienti su specifiche strategie quali gli investimenti ESG (ambientali, sociali e di governance aziendale) e gli investimenti alternativi e di assicurarsi che questi comprendano i vantaggi e i rischi associati agli investimenti passivi rispetto a quelli attivi.

Non a caso cresce l’interesse verso anche l’investimento fattoriale che si conferma come il terzo pilastro nei portafogli, insieme alle strategie attive e a quelle passive fondamentali. Come specificato nell’articolo “Il factor investing adesso piace anche in ambito obbligazionario e multi-asset”, dal secondo Invesco Global Factor Investing Study, uno studio annuale qualitativo e quantitativo condotto su 108 diversi fondi pensione globali, compagnie d’assicurazione, fondi patrimoniali sovrani, consulenti finanziari, consulenti patrimoniali, banche private e intermediari di 19 Paesi che rappresentano in totale oltre 7.000 miliardi di euro di patrimonio gestito, emerge un incremento significativo nei prossimi cinque anni dell’allocazione fattoriale (factor investing). Tra i motivi primari dell’aumento delle allocazioni alle strategie fattoriali citati dagli intervistati istituzionali, spicca la riduzione del rischio seguita dalla possibilità di catturare più alfa (extra rendimento) di mercato e il costo.

Nell’articolo “Obbligazionario, il valore aggiunto dei due motori di diversificazione”, infine, Fadi Fattouh, Co-manager del Legg Mason EntrustPermal Alternative Income Strategy Fund spiega le strategie e il processo di investimento del suo fondo che evidenzia caratteristiche particolari. Si tratta infatti di un comparto alternative multistrategy con un approccio di investimento multi-gestore. L’allocazione principale è su strategie long/short credit, con una fonte di diversificazione offerta da due strategie, una event driven ed un systematic macro globale. Il portafoglio è stato studiato per avere una bassa correlazione con i mercati tradizionali obbligazionari ed anche azionari. Inoltre, trattandosi di una proposta liquid alternative è un fondo pensato per avere una volatilità contenuta.




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9 ottobre 2017
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