Idee di investimento – Azioni – 18 settembre 2017

“Anche se dovesse rimanere all’attuale livello, l’euro inizierà probabilmente a trascinare al ribasso gli utili societari già a partire dal terzo trimestre di quest’anno. L’impatto sarà tanto più significativo se il tasso di cambio effettivo dell’euro dovesse salire del 10% nel 2018” puntualizzano, nell’articolo “Euro forte, ecco l’impatto sugli utili delle società della zona euro”, Didier Borowski, Research, Strategy and Analysis, Bastien Drut, Strategy and Economic Research e Ibra Wane, Strategy and Economic Research di Amundi che poi, tuttavia, aggiungono: “Ciò nonostante, l’Eurozona presenta ancora una serie di fattori positivi” spiegano i tre manager ricordando a tale proposito come la ripresa dell’economia della zona euro stia diventando sempre più diffusa, e questo mercato, che è più ciclico della media, tende a sovraperformare quando l’economia migliora.

Convinti che l’azionario della zona euro possa fare bene nei prossimi mesi lo sono pure Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management e Marco Piersimoni, Senior Portfolio Manager di Pictet Asset Management. “La sottoperformance accumulata la parte dell’indice Eurostoxx da inizio maggio è stata pari a sette punti percentuali rispetto all’indice S&P500: si tratta di un movimento eccessivo e potrebbe essere giunto il momento di inversione del trend. Una condizione necessaria per permettere questo movimento è arrestare l’apprezzamento dell’Euro” spiegano, nell’articolo “E’ giunto il momento di inversione del trend tra Eurostoxx e S&P500” i due manager, secondo i quali è incoraggiante il comportamento positivo del DAX (indice caratterizzato dalla presenza di molte società industriali, del settore auto e di aziende attive nell’export) nel corso della prima settimana di settembre.

Anche Rory Bateman, Head of UK & European Equities di Schroders sostiene che la correzione del 7% dell’azionario Europa dal picco di maggio rappresenta un punto di ingresso interessante per un investimento di medio termine. “Il mercato azionario ha avuto buone performance negli ultimi anni. Tuttavia, a nostro avviso, in Europa c’è ancora spazio per crescere: gli investitori potrebbero sperimentare un apprezzamento del 30% rispetto ai livelli attuali nei prossimi tre anni” specifica, nell’articolo “Azionario Europa, c’è ancora spazio per crescere“, Rory Bateman, che vede nei tassi di interesse e nei margini di profitto i maggiori fattori di supporto alla sua tesi di investimento. Inoltre , mentre l’economia europea sta crescendo, l’inflazione resta ancora bassa: una bassa inflazione porta a bassi tassi di interesse con benefici per il mercato azionario.

Si focalizza sulla Borsa italiana invece Massimo De Palma, Responsabile del team di gestione del fondo GAM Multi Asset Strategi (MuSA). “Da un certo punto di vista l’indice italiano, ancora lontano dai livelli pre-crisi, riflette la situazione economica: anche i principali indicatori macroeconomici non hanno ancora recuperato i livelli di pre crisi” commenta nell’articolo “Piazza Affari: indici ancora lontani dai livelli pre-crisi, ma in graduale recupero” Massimo De Palma che subito dopo specifica: “È però anche vero che la composizione dell’indice ha una influenza non secondaria. L’elevata percentuale di titoli bancari ha ostacolato non poco il recupero rispetto agli altri mercati europei”. Secondo Massimo De Palma, nel momento in cui dovesse proseguire il processo di ristrutturazione e trasformazione del settore bancario, con anche una progressiva normalizzazione della politica dei tassi d’interesse da parte della BCE, si creerebbero le condizioni per un recupero da parte delle aziende del settore. “Così come quelle del lusso che dovrebbero beneficiare di una crescita economica mondiale sincrona. Il turismo internazionale, quello cinese in particolare, è ripartito e questo dovrebbe generare incrementi nei fatturati” conclude Massimo De Palma.

Infine, merita una riflessione anche il settore della tecnologia. “I movimenti di prezzo di Facebook, Amazon e Alphabet sono diventati molto correlati nell’ultimo anno. Storicamente, i prezzi azionari erano più influenzati da notizie specifiche relative a una singola società. Oggi, in alcuni momenti, sembra che i titoli tecnologici vengano acquistati o venduti sulla base di determinate caratteristiche di gruppo piuttosto che sulla base dei fondamentali delle singole società” commenta, nell’articolo “Settore tecnologico, i big di settore che hanno ancora ampi margini di crescita”, Larry Solomon, gestore di portafoglio di Capital Group il cui impegno, nello scenario attuale, è rivolto soprattutto a limitare i potenziali rischi al ribasso tramite una rigorosa analisi dei fondamentali di ciascuna società per identificare i titoli che hanno già raggiunto il proprio potenziale di crescita o il cui originale motivo d’investimento ha perso slancio.

Sempre nell’ambito della tecnologia ma ancora più nello specifico, il settore della sicurezza costituisce un interessante investimento nel lungo periodo grazie a tre fattori di supporto: innovazione, urbanizzazione e regolamentazione “Quello che rende la sicurezza un investimento interessante è la prospettiva di crescita nel lungo periodo, garantita da tre driver: innovazione, urbanizzazione e regolamentazione” fanno sapere, nell’articolo “Settore sicurezza, rapida espansione del giro d’affari e dei profitti”, gli esperti di Pictet Asset Management che aggiungono poi un dato di assoluto rilievo: “Da gennaio 2007, la crescita del fatturato dell’universo della sicurezza si è attestata in media appena al di sotto del 7%, rispetto al +3,7% del PIL globale a dimostrazione dell’indubbio trend positivo del settore e delle sue rosee prospettive future”

FinanciaLounge
18 settembre 2017
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