Idee di investimento – Azioni – 11 dicembre 2017

“A parità di tutte le condizioni, il 2018 ci sembra più favorevole alle azioni che alle obbligazioni societarie e ai titoli di Stato dei paesi core” riferisce, nell’articolo “Il contesto propizio per le azioni non deve far trascurare i rischi”, Mark Burgess, Vice CIO Globale presso Columbia Threadneedle Investments, che poi, però, si affretta ad aggiungere: “Tuttavia, come investitori dobbiamo chiederci quali siano gli elementi che potrebbero turbare queste prospettive positive. In quest’ottica, figurano i rendimenti creditizi storicamente bassi, la mancanza di tensioni inflazionistiche in tutto il mondo, e i rischi geopolitici sullo sfondo, tra i quali la Brexit, la potenziale instabilità in Europa e i rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord, Cina e Messico”. Precisato questo, Mark Burgess, ritiene che, in ambito azionario, le aree privilegiate siano il Giappone, l’Europa (Regno Unito escluso) e l’Asia emergente.

Intanto continua a far discutere l’ascesa inarrestabile dei prezzi del bitcoin che, tuttavia, resta pura speculazione: l’investitore di lungo termine, invece, deve continuare a puntare su ciò che si può valutare. “A proposito di investimenti di lungo termine, vale la pena ricordare Fred Schwed Jr, un esperto di borsa americano degli anni ’30 assertore del fatto che la speculazione è il tentativo di trasformare una piccola somma in una fortuna, l’investimento è invece l’attività che impedisce a una fortuna di trasformarsi in una piccola somma” rivela, nell’articolo “Bitcoin, le sirene della speculazione non incantano l’investitore di lungo termine”, Carlo Benetti, Head of Market Research and Business Innovation di GAM (Italia) SGR, per puntualizzare l’aspetto distintivo di chi, come GAM, si occupa di investimenti. “È lecito dubitare della sostenibilità delle valute digitali. Possiamo invece essere ragionevolmente sicuri che la tecnologia sottostante è destinata a restare, come tutte le innovazioni che migliorano l’efficienza e la sicurezza di processi. La tecnologia ‘Blockchain’ non serve solo alle transazioni finanziarie ‘peer-to-peer’, è già impiegata nella logistica e nell’agricoltura per il controllo della sicurezza del cibo, garantisce la tracciabilità e la trasparenza della catena della trasformazione degli alimenti” conclude Carlo Benetti.

Restando in ambito hi-tech, ci si chiede se dobbiamo aspettarci una nuova battuta d’arresto come quella della bolla delle dot-com del 2000: gli esperti di Pictet Asset Management ritengono di no. “Nel 2000 il contributo netto del settore internet al risultato operativo totale delle società dell’MSCI World si attestava attorno allo zero mentre oggi è pari al 6-7%” puntualizzano, nell’articolo “Tecnologia, nessuna nuova bolla come quella delle dot-com del 2000”, i professionisti di Pictet AM. Anche perché questo non è l’unico fattore positivo rispetto all’epoca della bolla. Infatti le attuali valutazioni delle società tecnologiche non si basano soltanto sul numero di utenti ma anche su parametri più tradizionali come il fatturato, i flussi di cassa, i profitti e anche sulla ingente liquidità di queste aziende. “A nostro parere, finché il rialzo dei prezzi andrà di pari passo con la crescita degli utili i titoli tecnologici si muoveranno nella giusta direzione. Prese di profitto e correzioni di mercato come quelle registrate nel corso del 2016 sono ovviamente inevitabili, ma prevediamo un futuro radioso per gli investitori di lungo periodo disposti e capaci di sopportare la volatilità di breve periodo” concludono gli esperti di Pictet AM.

Intanto, dopo anni difficili, l’area euro ha ripreso a crescere in modo vigoroso nel 2017: ci sono tutte le condizioni, interne e a livello globale, per continuare nel 2018 “È vero che la crescita è stata trainata principalmente dalla domanda interna, ma è altrettanto vero che la recente accelerazione ha avuto, come principale driver, un netto miglioramento del commercio esterno con le esportazioni che dovrebbero continuare a beneficiare del dinamismo della domanda globale” fa presente, nell’articolo “Area euro, il clima economico positivo proseguirà anche nel 2018”, Florence Pisani, Global Head of Economic Research di Candriam, seconda la quale è probabile che l’attività economica continui a crescere ad un tasso superiore al 2% l’anno prossimo. In questo contesto, la BCE ha annunciato che ridurrà il ritmo del suo programma di acquisto di asset e ha anche accennato al fatto che aumenterà i tassi ‘ben oltre’ il termine della propria politica di QE.

Gli esperti di Credit Suisse, dal canto loro, hanno approfondito le implicazioni della riforma fiscale statunitense che sembra ormai in dirittura d’arrivo. E, nell’articolo “Wall Street, la riforma fiscale tra vincitori e vinti”, sono arrivati alla conclusione che il mercato si concentrerà su alcune questioni chiave nei prossimi mesi. In primis, l’aliquota d’imposta effettiva mentre in secondo luogo, il rialzo potenziale della borsa americana potrebbe risultare prossimo ma non identico all’incremento degli utili stimati. Infatti, storicamente gli investitori hanno premiato i ricavi e i margini operativi (EBIT) più che le tasse e gli utili netti. In terzo luogo, dal momento che l’intero dispositivo della riforma fiscale è difficile da valutare, la raccomandazione degli esperti di Credit Suisse è quella di concentrarsi sugli effettivi beneficiari perché ci saranno società vincitrici e compagnie che non trarranno benefici (o ne trarranno pochi). Infine, e siamo al quarto punto, risulta impossibile calcolare il pieno impatto del nuovo regime fiscale anche perché occorre tenere conto di tanti variabili quali, per esempio, l’uso di beni rimpatriati per investimenti, riacquisti, e operazioni di M&A (fusioni e acquisizioni).

Infine, c’è da segnalare che, nell’analisi di sostenibilità condotta da Candriam, il mix online-offline nel settore retail sembra offrire la migliore combinazione sotto i vari aspetti. “Riteniamo che il modello di business più sostenibile sia rappresentato dalla combinazione di negozi fisici e servizi online. Tale modello, infatti, tende a limitare la produzione di carbonio da parte di un’azienda e a migliorare l’esperienza del consumatore, elementi che costituiscono due pilastri della nostra analisi di sostenibilità” puntualizza, nell’articolo “Settore retail, il giusto mix tra negozi fisici e servizi online”, Wim Van Hyfte, Ph.D, Global Head of Responsible Investments and Research di Candriam Investors Group.

FinanciaLounge
11 dicembre 2017
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