Cyber-crimine: Interpol crea la sua “darkweb”

Si chiamano dark web e, come buchi neri, non sono accessibili attraverso i normali motori di ricerca su Internet. Per accedervi servono software speciali e altre diavolerie.
Sono il contrario di Clearnet, come in gergo si chiama l’Internet che usano tutti, e vengono utilizzate dai criminali della rete per evitare di essere intercettati dalle forze dell’ordine.
Ma ora anche l’Interpol si è dotata di una sua rete dark web private, con l’obiettivo di utilizzare contro il cyber-crimine la sua stessa tecnologia.

In un comunicato la stessa agenzia spiega che la dark web sarà gestita da un gruppo specializzato creato all’interno di Interpol e chiamato Cyber Research Lab, che simulerà comportamenti effettivamente messi in atto sulle dark web criminali, come gli scambi di crypto-monete su mercati cibernetici underground. Appositi corsi insegneranno agli agenti dell’Interpol come agiscono i cyber-criminali per combatterli meglio.

L’iniziativa fa seguito all’operazione condotta a luglio dall’FBI contro il cosiddetto Darkode, un mercato nero su web aperto solo ad hacker accreditati dove si scambiavano strumenti di attacco cibernetici oltre che ovviamente comune refurtiva.




FinanciaLounge
4 agosto 2015
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