La globalizzazione non è affatto vicina al capolinea

Il nuovo volto della globalizzazione è rappresentato da internet, che permette la distribuzione di prodotti e servizi a livello globale, e dal potere delle informazioni.

Contrariamente a quanti sostengono che la globalizzazione possa essere seriamente compromessa, alla luce dell’aumento della retorica protezionista e del rallentamento del commercio mondiale, per David Polak, gestore del fondo New Perspective di Capital Group, non è affatto vicina al capolinea.

“L’aumento dei flussi di dati e informazioni sta sostituendo il commercio mondiale di beni fisici. Risultano sempre più dominanti i flussi incentrati sulle conoscenze, anziché quelli ad alta intensità di capitali o di manodopera. Si tratta del nuovo volto della globalizzazione” specifica David Polak che, individua di conseguenza, due importanti temi d’investimento: internet, in quanto meccanismo di distribuzione globale, e la crescita del potere di elaborazione.

Non a caso, nel fondo New Perspective trovano ampio spazio le partecipazioni nel colosso dell’ecommerce Amazon.com e nell’agenzia viaggi online Priceline. Presenti pure il fornitore cinese di servizi internet in rapida crescita Tencent attraverso la conglomerata dei media sudafricana Naspers, mentre i produttori di chip Taiwan Semiconductor Manufacturing Company e Broadcom, e il produttore di componenti Murata Manufacturing, sono stati selezionati per sfruttare i progressi della tecnologia mobile e del cloud computing che alimentano una domanda significativa di memoria, di potere di elaborazione e di componenti correlati.

A proposito poi dell’inflazione, che nel lungo periodo erode il rendimento reale degli investimenti, David Polak non prevede un’escalation dei prezzi al consumo. “A nostro giudizio, le prospettive economiche mondiali restano offuscate. Nonostante l’ottimismo per i cambiamenti di politica negli USA e il potenziale stimolo alle infrastrutture, probabilmente l’incertezza dello scenario geopolitico impedirà un inasprimento monetario aggressivo. I tassi d’interesse, sebbene in risalita dai minimi in tutto il mondo, potrebbero rimanere bassi più a lungo” spiega il manager rivelando poi che ha iniziato ad aumentare leggermente le posizioni nelle società dei settori dell’energia e dei materiali mentre preferisce evitare settori orientati al mercato interno come le telecomunicazioni e i servizi di pubblica utilità.

“Anche la nostra esposizione alle banche è relativamente ridotta. Il comparto bancario continua ad affrontare una serie di difficoltà, dalle sfide della crescita ai requisiti patrimoniali” conclude David Polak.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Capital Group

FinanciaLounge
25 maggio 2017
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